Il Tirreno

«Il nuovo Foresi agli ex Macelli costa due volte la Teseo Tesei»

«Il nuovo Foresi agli ex Macelli costa due volte la Teseo Tesei»

Il presidente Kutufà non molla il progetto del polo scolastico alle Ghiaie, nonostante i ritardi «La trattativa col Demanio si è sbloccata, tornare indietro adesso non avrebbe una logica»

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PORTOFERRAIO. «Realizzare la sede del Foresi agli ex Macelli costerebbe il doppio rispetto al polo delle Ghiaie». A sostenerlo è il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, che interviene in merito all’annosa questione della scuola superiore elbana, ancora in cerca di una sede dignitosa.

Nel 2010 l’amministrazione provinciale ha firmato un accordo con il Comune di Portoferraio, impegnandosi a realizzare il nuovo polo scolastico delle Ghiaie entro tre anni. In cambio ha ottenuto in prestito dall’amministrazione i locali di Salita Napoleone dove sono state portate alcune classi dei licei. Il tempo è scaduto, ma i ragazzi di Portoferraio sono ancora senza la nuova sede e fanno lezioni in istituti degradati. La causa principale del ritardo, secondo Kutufà, è dovuta a una trattativa troppo lenta condotta con l’agenzia del Demanio e la Prefettura. «Non aver risolto i problemi del Foresi è il più grande rammarico che ho provato durante la mia amministrazione – ha spiegato il presidente Kutufa – lo ho detto chiaramente anche nel corso della conferenza di fine anno, in cui ho stilato un bilancio della gestione della Provincia. Però...». Il però del presidente della Provincia è legato agli sviluppi che la situazione dell’Isis Foresi sta assumendo. Da una parte i genitori e gli studenti chiedono a gran voce lo sblocco di una situazione che appare in stallo, dall’altra c’è il Comune di Portoferraio che spinge per l’abbandono del progetto del ex caserma Teseo Tesei e propone altri luoghi su cui realizzare la nuova sede. Tra questi ci sono i locali degli ex Macelli, a Portoferraio.

«La trattativa con il Demanio è andata a rilento nonostante i nostri sforzi perché sono stati coinvolti una valanga di uffici e sono serviti svariati pareri – racconta il presidente Kutufà – e solo il 18 dicembre scorso la Prefettura ha dato il suo ok all’operazione (rivedendo la posizione fino ad allora manifestata): la Provincia diventa proprietaria dell’ex caserma Teseo Tesei, in cambio cede le due caserme di Piombino e Porto Azzurro. Ma ora che c’è il via libera e il più è stato fatto, vengono fuori altre idee». Il riferimento del presidente della Provincia è alla proposta del Comune di trovare un altro luogo per realizzare la nuova sede, uscendo così dallo stallo che si è venuto a creare. «Realizzare la sede nell’ex caserma Teseo Tesei costa circa 3,5 milioni di euro – spiega Kutufà – farla agli ex Macelli costerebbe almeno 7 milioni. A questo punto non vedo l’utilità di una decisione del genere». Ma il punto interrogativo, indipendentemente dal luogo scelto, è sempre lo stesso: I soldi ci sono? Le risorse per la realizzazione del polo scolastico delle Ghiaie sono previste nel piano delle opere pubbliche triennali. La certezza di investimento da parte della Provincia, specialmente ora che l’ente è in fase di disarmo, non c’è. «C’è il patto di stabilità e in questa fase i soldi non ci sono da nessuna parte, specialmente per le Province che si sono svuotate delle loro funzioni. Quei fondi devono essere messi a bilancio – ammette Kutufà – mi auguro che le competenze relative all’edilizia scolastica siano lasciate alla Provincia e che il governo metta a disposizione risorse importanti. Ma una cosa è chiara: se non si trovano 3,5 milioni per il polo delle Ghiaie non vedo come se ne possano trovare il doppio per altri progetti».

Lunedì in conferenza dei sindaci i primi cittadini affronteranno la questione e dovranno prendere una decisione sulla nuova sede. «Ora che abbiamo il parere positivo della Prefettura, i tempi per chiudere la trattativa sulla Tesei dovrebbero essere stretti – spiega Kutufà – ma è chiaro che se l’idea è fare la scuola da un’altra parte, l’interesse della Provincia no sta più in piedi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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