Il Tirreno

Convocato il consiglio per dichiarare il dissesto

di Luca Centini
Convocato il consiglio per dichiarare il dissesto

Martedì Simoni decide, sarà un commissario a colmare il deficit da 2,3 milioni Ridotte ai minimi termini le speranze di una ripresentazione del piano

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PORTO AZZURRO. Ci siamo. Il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni ha convocato il consiglio comunale urgente per la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario dell’ente. Martedì prossimo alle 21,30 - la seconda convocazione è fissata per mercoledì alla stessa ora - i consiglieri di maggioranza e quelli di minoranza si riuniranno in sala consiliare. Punto all’ordine del giorno è la dichiarazione di dissesto in ottemperanza a quanto richiesto dalla Prefettura di Livorno. L’epilogo, insomma, pare già delineato sebbene l’amministrazione comunale di Porto Azzurro conservi ancora una minima speranza in una modifica al testo della legge di stabilità che possa consentire in extremis la riproposizione del piano di riequilibrio finanziario. Ipotesi, giorno dopo giorno, più remota.

La dichiarazione di dissesto è una conseguenza al parere della sezione toscana della Corte dei Conti che ha sonoramente bocciato il piano di rientro decennale avanzato dal Comune, per far fronte ad un disavanzo da 2,3 milioni registrato nel bilancio del 2011. I giudici contabili hanno contestato in diversi punti la struttura del piano decennale. Il Comune ha impugnato la decisione di fronte alle sezioni unite della Corte dei Corti. Ma con una sentenza di secondo grado la Corte ha respinto il ricorso: il 3 gennaio scorso il Prefetto di Livorno ha inviato al Comune di Porto Azzurro la comunicazione con la quale ha sollecitato il sindaco Simoni a convocare, entro il termine di venti giorni, il consiglio comunale e dichiarare il dissesto, così da scongiurare lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo di un commissario prefettizio.

In questi giorni l’amministrazione comunale ha sperato in una seconda chance, legata all’approvazione di un articolo della legge di stabilità che consente ai comuni in odore di dissesto finanziario di ripresentare il piano di rientro. Il Comune ha avviato le procedure per riproporre il piano. Ma il testo della legge prevede che siano solo i comuni il cui piano di rientro non è stato approvato in consiglio comunale a poter sfruttare la proroga. E Porto Azzurro, dunque - a meno di colpi di scena - è esclusa.

Che succederà dunque dopo il consiglio comunale e la dichiarazione di dissesto? La gestione finanziaria del Comune non sarà più di competenza dell’attuale amministrazione, che sarà - una volta trascorsi i tempi tecnici - affiancata da un organo di liquidazione. Non un commissario unico, dunque, ma un organo collegiale che si farà integralmente carico dei conti dell’ente locale, lasciando al sindaco e alla giunta gli altri compiti amministrativi e di rappresentanza istituzionale. L’obiettivo principale dell’organo di liquidazione consiste nel rientrare nel tempo più breve possibile dal debito accumulato dall’amministrazione comunale. E i cittadini, loro malgrado, avranno un luogo cardine nell’ambito di questa complicata operazione di risanamento, dal momento che la prima misura che sarà presa dall’organo consisterà nell’aumento al massimo delle tariffe e delle imposte locali.

La posizione del sindaco Simoni, ora che si avvicina la data del consiglio straordinario, non cambia di una virgola. «Continuiamo a lavorare su due diverse strade – spiega Simoni – da un lato abbiamo convocato il consiglio perché non ci possiamo permettere lo scioglimento e l’arrivo di un commissario prefettizio. Dall’altro abbiamo attivato le procedure per ripresentare il piano e confidiamo in una modifica da parte del governo di un testo di legge che ci pare contraddittoria nella sua sostanza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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