Villa Romana in gestione per scampare al degrado
La Fondazione sta lavorando all’affidamento gratuito del sito archeologico L’obiettivo è rendere il bene di nuovo fruibile entro l’inizio dell’estate
PORTOFERRAIO. La Villa Romana delle Grotte sarà data in gestione a cooperative o imprese del terzo settore. In modo gratuito, così da salvarla dalle erbacce. E dall’abbandono. L’idea viene lanciata dalla Fondazione Villa Romana delle Grotte che detiene la proprietà del sito archeologico chiuso al pubblico ormai dal 2011 e lasciato in stato di degrado, come testimoniato nei mesi scorsi sulle pagine de Il Tirreno.
Il nuovo anno sembra poter spazzare via le polemiche e i veleni che nel 2013 hanno coinvolto la Villa. All’origine della chiusura al pubblico c’è il venire meno dei finanziamenti. Ma in questi mesi non sono mancati i veleni tra Marcello Pacini, già direttore della prestigiosa Fondazione Agnelli, ex deputato Forza Italia dal 2001 al 2006 e presidente della Fondazione, e l’amministrazione comunale. Il motivo? Una vicenda urbanistica che non aveva niente a che fare con la Villa.
Fatto sta che, oggi, la Fondazione prova a gettare le basi per una soluzione condivisa. «In questi anni – si legge nella nota della Fondazione Villa Romana – il sito archeologico è stato sempre protetto ed è stato reso fruibile al pubblico per 16 anni, e cioè fino al 2010. Il bilancio complessivo dell’attività va considerato positivamente perché se non ci fosse stata la Fondazione forse i resti della Villa Romana sarebbero oggi scomparsi: rubati per abbellire qualche giardino o distrutti dalle ruote dei pulman turistici che - prima della recinzione - andavano sui resti romani per mostrare il panorama ai visitatori senza farli scendere per risparmiare tempo». Pericoli scampati dalla Villa delle Grotte che, tuttavia, non se la passa affatto bene. Le erbacce e il degrado nascondono il sito, chiuso nel suo recinto, alla vista dei cittadini.
«L’unica protezione giuridica dei resti archeologici è quella assicurata dallo statuto della Fondazione perché in vincoli e quindi la protezione dello Stato sono inesistenti – spiegano dalla Fondazione – purtroppo non siamo riusciti ad assicurare la fruizione pubblica al pubblico nel 2012 e nel 2013 perché sono venuti meno i contributi finanziari. E le prospettive di trovare risorse nel 2014 sono inesistenti».
È in questo contesto che si fa strada la proposta della Fondazione per rendere di nuovo accessibile il sito archeologico. «Siamo disposti – si legge nella nota della Fondazione – a dare la Villa delle Grotte in gestione gratuita a un soggetto cooperativo o comunque del terzo settore, a un soggetto cioè che non ne faccia oggetto di speculazione economica».
L’idea, già messa in campo da Marcello Pacini alcuni mesi fa, suona con un appello ai soggetti che potrebbero nutrire interesse nei confronti della Villa. La proprietà, tuttavia, fissa due paletti che, inderogabilmente, dovranno essere rispettati dalla società che otterrà la gestione. «Serve un progetto credibile e trasparente che si sostanzi in due impegni – spiega la Fondazione – i gestori dovranno ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per permettere l’accesso ai visitatori e il sito dovrà essere aperto soltanto in presenza di un custode». E il progetto, dato da non trascurare visti i rapporti tesi che hanno caratterizzato in passato la proprietà e il Comune, dovrà «essere accompagnato - si legge nella nota – da una lettera di presentazione del sindaco pro tempore che dimostri come l’amministrazione comunale sia a conoscenza dell’iniziativa e ne dia un giudizio positivo». L’obiettivo della proprietà è giungere alla riapertura al pubblico entro l’estate di quest’anno. Lo sperano anche i cittadini che hanno a cuore la Villa Romana.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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