Il Tirreno

coppola (UDC)

«Sia fatta chiarezza sul porto»

«Sia fatta chiarezza sul porto»

Perplessità sui progetti, sull’ambiente e sulla Concordia

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PIOMBINO. Chiede chiarezza sulla questione della Concordia e dei lavori al porto. Luigi Coppola, consigliere comunale e segretario provinciale Udc, interviene dopo aver letto l’articolo pubblicato ieri dal Tirreno.

«La questione inerente la Concordia - dice Coppola - sta acquisendo contorni abbastanza anomali e ad accrescere le perplessità sono le affermazioni del commissario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri, che a nostro avviso hanno bisogno di precisi chiarimenti nell’ambito istituzionale. In poche parole, se non abbiamo capito male, si procede su due binari diversi rispetto agli interventi sul porto: da un lato il polo di rottamazione per la sopravvivenza dello stabilimento Lucchini, e dall'altra la vicenda Concordia che però potrebbe non essere demolita a Piombino per margini temporali ridotti nella realizzazione del bacino».

«La nave arriverà a Piombino - prosegue Coppola - ma sarà trasportata altrove per mancanza delle infrastrutture necessarie allo smantellamento, oppure potrebbe rimanere in porto per un tempo più lungo in attesa che i lavori siano terminati. Sinceramente la situazione ci sembra alquanto ingarbugliata e crediamo che non si possa continuare a discutere senza chiarezza su questioni che aprono parentesi importanti sul futuro del nostro territorio».

«A oggi - dice ancora il consigliere dell’Udc - vi è un presunto progetto, in quanto non vi è ufficialità sotto il profilo amministrativo, di filiera corta per la rottamazione di navi collegato alla nuova acciaieria, quando non sappiamo ancora cosa accadrà per lo stabilimento Lucchini. Insomma, la Concordia è servita come strumento per ottenere finanziamenti per il porto, anche se non vi saranno le condizioni per smantellarla a Piombino».

«Auspichiamo che sia fatta chiarezza in tal senso - aggiunge Coppola - anche perché i 65 milioni per gli interventi portuali stanziati fra Cipe (5 milioni) e Regione (60 milioni con fideiussione) devono essere investiti per un’operazione che permetta di avere un lungo respiro per uno sviluppo concreto e non solo per garantire tre anni di lavoro alle ditte impegnate».

«A fronte di ciò - conclude Coppola - non avendo documentazioni disponibili da poter valutare, visto che si tratta solo di intenti, a parte i lavori che dovrebbero partire entro fine gennaio, non è neanche possibile capire al momento se vi saranno precise considerazioni sotto il profilo ambientale, sia a mare che a terra».

Ricordiamo che il 14 gennaio a Roma è fissata la prossima riunione del Consiglio superiore per i lavori pubblici. In quella data, secondo le previsioni o almeno le speranze di Guerrieri, si dovrebbe chiudere l’iter burocratico e dovrebbero partire immediatamente i lavori per l’ampliamento del porto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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