Il Tirreno

verso le elezioni

Roventini contro Bandini «Nessun candidato ufficiale»

Roventini contro Bandini «Nessun candidato ufficiale»

SAN VINCENZO. Dopo il “quasi” passo indietro di Bandini, al quale è seguita, appena il giorno dopo, la sua candidatura ufficiale, e dopo il punto di vista di Kety Pini (membro della nuova segreteria...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Dopo il “quasi” passo indietro di Bandini, al quale è seguita, appena il giorno dopo, la sua candidatura ufficiale, e dopo il punto di vista di Kety Pini (membro della nuova segreteria del partito a livello locale) che ha invitato Bandini a fare davvero un passo indietro, interviene il segretario del Pd locale, il 41enne Massimiliano Roventini. Roventini si scaglia contro l’attuale assessore all’urbanistica e al porto e fa capire con chiarezza che Bandini sarebbe uno di quelli che avrebbe interesse a spaccare il partito, utilizzando metodi da cosiddetta “vecchia politica” (mezzi che Roventini dice di detestare) per mettere in difficoltà la dirigenza del Pd.

«Dopo la vicenda pirandelliana su Bandini – scrive Roventini – e la giusta risposta di Kety Pini, su questa storia è giunto il momento di mettere un punto definitivo. Ci sono forze che hanno l’interesse di dividere o mettere in difficoltà il corso politico del Pd locale con mezzi antitetici al loro scopo e figli di una politica che non ci riguarda più».

Sulle candidature, Roventini specifica che sono state fatte attraverso la stampa senza che al Pd locale sia arrivato nulla: non è ancora stata presentata alcuna candidatura ufficiale: «Le candidature – specifica – sono state fatte attraverso la stampa ma non certo attraverso il partito, presso il quale non figura niente di ufficiale. Attendiamo quindi l’obbligatoria ufficializzazione quando i regolamenti delle primarie chiariranno le date per la presentazione ufficiale. Da quel giorno, i candidati dovranno rispettare delle regole ben precise per la loro campagna elettorale». Sulle primarie, il cui regolamento è tuttora poco compreso all’interno del partito, Roventini mette in guardia dalle simpatie personali.

« Le primarie – sostiene il segretario del Pd locale – sono un grande strumento di alta democrazia partecipativa, che nessuno ha mai messo in discussione. Nonostante ciò, hanno un piccolo difetto: quello di formare gruppi di lavoro e simpatie verso l’uno o l’altro candidato, situazioni che non devono essere interpretate come spaccature del Pd locale. Il Pd è uno solo e il candidato che uscirà vincente dalle primarie sarà il candidato di tutto il partito. Auspico tuttavia – conclude Roventini – che la discussione, al momento dell’ufficializzazione delle candidature, verta non sui nomi ma sui programmi, cosa fondamentale per il futuro di San Vincenzo». (p.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani