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Pini: «Non condivido la candidatura di Bandini»

Pini: «Non condivido la candidatura di Bandini»

L’ex assessore, renziana della prima ora, racconta come è andato l’incontro «Lo ha chiesto lui, vuole fare il sindaco. Ma io ho fatto un passo indietro»

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SAN VINCENZO. Quali sono stati i risvolti dell’incontro fra il gruppo dei renziani e l’assessore all’urbanistica Alessandro Bandini? Chi ha richiesto tale incontro e perché? Visto che in questi giorni le versioni sull’incontro sono state piuttosto dibattute, e che da un possibile dietrofront di Bandini siamo giunti all’ufficializzazione della sua candidatura a sindaco alle primarie del Pd locale del 23 febbraio, ne abbiamo parlato con l’ex assessore ai lavori pubblici Kety Pini, 41 anni, renziana della prima ora, consigliere provinciale e membro dell’attuale segreteria del Pd locale.

Pini, come sono andate le cose?

«L’incontro è stato richiesto dallo stesso Bandini, come altri in precedenza. Bandini ha fatto un lungo discorso asserendo di avere tutte le caratteristiche necessarie per fare il sindaco, soprattutto l’esperienza e la capacità amministrativa. Due di noi hanno detto che, pur stimandolo, non lo trovavano adatto a ricoprire tale ruolo. Poi io ho detto che, pur capendo che il suo percorso politico poteva portarlo a pensare di poter candidarsi, c’è la necessità di facce nuove. Il mio percorso è stato per certi versi simile al suo, ma né io né lui siamo adatti, oggi, a fare il sindaco. Ho detto di voler fare un passo indietro e di non candidarmi, esortandolo a fare altrettanto e a ragionarci durante le vacanze, per poi ritrovarsi e scegliere tutti insieme il candidato ideale».

Qualcuno tra i renziani voleva Bandini candidato sindaco?

«No».

Lei ha in testa qualche candidato ideale del Pd?

«Sì: Massimiliano Roventini, Guido Cionini e Delia Del Carlo. Tutti e tre rappresentano il nuovo, hanno dimostrato impegno, competenza, onestà intellettuale e il piglio giusto, specie nei confronti della Federazione».

Come giudica la candidatura di Elisa Cecchini?

«E’ legittima, ma Cecchini mi è sembrata irrispettosa ufficializzandola senza passare dal Pd, che fino a prova contraria è il suo partito. Tanto che mi chiedo se si vorrà candidare nel Pd oppure no. In più, così come me e Bandini, Cecchini non rappresenta il nuovo».

E un’eventuale candidatura di Enzo Chioini?

«Chioini è una persona preziosissima, estremamente capace e competente. Ma credo che abbia troppa esperienza politica, anch’egli, per essere considerato una faccia nuova».

Cosa rimprovera ai due candidati sindaco ufficiali finora?

«Cecchini ha sempre delegato i dirigenti. E’ un politico che deve rispondere delle cose, non i dirigenti. A Bandini rimprovero di aver adottato il piano strutturale a fine legislatura, quando sarebbe stato più opportuno sì pubblicizzarne i contenuti, ma rimandarne l’adozione e l’approvazione alla prossima legislatura».

E all’amministrazione in carica cosa rimprovera?

«L’indecisione. La questione della Tenuta di Rimigliano insegna: come si fa a far aspettare otto anni a un imprenditore prima di fargli iniziare i lavori? E’ preferibile, a quel punto, dirgli di no. Stesso discorso per il Paradisino o Le Fontacce: non si scherza né con chi investe soldi né sull’economia locale. O è sì o è no».

Lei ha rinunciato a candidarsi sindaco, ma rifiuterebbe un ruolo da assessore?

«Dipende. Fra un sindaco e i suoi assessori deve esserci stima reciproca. Se questa ci fosse, darei la mia disponibilità».

Paolo Federighi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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