Il Tirreno

Tempio dell’acropoli ricostruito in scala, ora si potrà visitare

di Melisanda A. Massei
Tempio dell’acropoli ricostruito in scala, ora si potrà visitare

A Populonia studi e investimenti per assicurare più godibilità Prima della riapertura potenziate le strutture multimediali

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PIOMBINO. La memoria che riemerge da lontano. E da una scrupolosa ricerca tecnica e storica. Il progetto si chiama «Accessit»: Comune e Parchi vi partecipano da circa un anno nell’ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Marittimo 2007-2013.

Un anno nel corso del quale varie ditte incaricate si sono alternate nel tentativo di riportare alla luce - tramite la sua ricostruzione artificiale in scala - parte di quello che doveva essere il podio del Tempio C, scavato di all’acropoli di Populonia. Il visitatore che si trova a visitare questo sito, spiega Marta Coccoluto per Parchi Val di Cornia, «incontra serie difficoltà nella comprensione dei singoli monumenti, poiché tutti sono stati spogliati di paramenti e elementi che ne definivano un contorno preciso». Tra questi, soprattutto il Tempio C, privo come si ritrova degli elevati: e «le caratteristiche del materiale lapideo del podio e delle fondazioni dei muri, in scaglie di macigno, rendono ancora più ardua la lettura del manufatto».

A tale scopo, dunque, la ricostruzione artificiale e la collocazione in situ, poiché per «accessibilità», chiarisce la Parchi, non si intende solo il superamento di barriere architettoniche, ma anche di quelle barriere culturali che spesso impediscono la corretta lettura (e di conseguenza la godibilità) di un antico monumento. Il podio, come detto, non è stato ricostruito per intero: la scelta del cantonale sud-est è stata fatta per esclusione, dal momento in cui gli altri lati presentano strati che sono ancora da indagare dal punto di vista archeologico. Quanto alla procedura, affinché la costruzione fosse quanto meno possibile invasiva, la soluzione è stata l’adozione di blocchi di pietra panchina artificiali, realizzati con polistirolo ad alta resistenza, da rivestire con malta artificiale. Dimensioni ricavate dai pochi elementi originali rimasti. Parallelamente si è provveduto alla realizzazione di un software, disponibile anche in lingua inglese, per una maggiore comprensione delle logiche del sito archeologico attraverso le varie postazioni multimediali del Parco. Una serie di operazioni - svolte dalla ditta Diacon e in fase conclusiva - che renderà il podio ricostruito disponibile alla riapertura del sito dell’Acropoli all’inizio dell’anno prossimo: per una spesa totale di 24mila euro che il Comune dovrà rendicontare alla Provincia, capofila del progetto Accessit per quest’area.

L’intervento, spiega ancora il progetto, ha il duplice vantaggio di essere reversibile e modulabile, semplice nella manutenzione e nella pulizia e potrà garantire la conservazione dei resti esposti, tramite il contenimento realizzato dai blocchi ricostruiti, impedendo così che le murature superstiti subiscano crolli. Il 2014 inizierà quindi con una grande novità per quanto riguarda i beni archeologici locali, anche se la presentazione del podio non sarà che una parte dei progetti che scandiranno la vita dei nostri parchi: il primo fra tutti, Arcus, volto alla manutenzione straordinaria delle sedi di Baratti e Populonia, al potenziamento del materiale archeologico compreso nel sito, riapertura di alcune tombe, consolidamento di altre, riproduzione in vetroresina di strutture un tempo parte della necropoli e potenziamento delle strutture multimediali. Tutto ciò per un milione di euro, già stanziato per Piombino dal ministero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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