Il presidio
«Costruire un albergo vicino al borgo antico è inutile e dannoso»
Il Comitato per Campiglia boccia il bando del Comune per la nuova struttura e indica come strada alternativa il rilancio turistico del paese e l’accoglienza diffusa
CAMPIGLIA. Il bando del Comune in base al quale chiunque possegga aree a ridosso delle mura cittadine o nell'Utoe 2 (verde pubblico, dotazioni urbane) potrà candidarsi alla costruzione di un albergo in grado di ospitare fino a 60 persone, è «un brutto caso di urbanistica contrattata in spregio ai diritti dei cittadini di fare osservazioni in sede di Regolamento urbanistico non solo sulla generica previsione, ma anche sulla localizzazione e sulla dimensione dell'intervento». Questo il giudizio, altamente negativo, col quale il Comitato per Campiglia bolla l’iniziativa comunale.
«Vorremmo sapere quali sono gli elementi nuovi che fanno ritenere che il centro antico di Campiglia abbia oggi bisogno di un albergo costruito ex novo – argomentano dal comitato presieduto da Alberto Primi – quando ci risulta che l'unico periodo in cui la domanda di accoglienza supera l'offerta data dalle numerose piccole strutture ricettive presenti, sono poche settimane di agosto. In pratica, si permetterà di costruire un nuovo edificio senza sapere se servirà veramente a qualcosa e fortemente impattante con il centro antico. Si tratterà infatti di un edificio che a seconda del livello qualitativo dell'albergo avrà un volume tra 4.500 e 6.500 metri cubi, pari a 19-27 appartamenti di quattro stanze».
Non convincono nemmeno le motivazioni che accompagnano il bando comunale, che la nuova struttura alberghiera servirà a rafforzare il tessuto economico-sociale della comunità campigliese. Per il Comitato, invece, «prima di tutto devono essere messe a punto azioni che facciano venire voglia alle persone di venire a Campiglia, che permettano di utilizzare al meglio quanto già esiste aiutando le imprese che già operano sul territorio a lavorare insieme per attivare pubblicità di livello alto e informazioni diffuse, a potenziare il rapporto tra attività termali e il centro antico, e a promuovere il formarsi di quell'albergo diffuso che finalmente la Regione ha regolato e del quale il Comune di Campiglia conosce poco o nulla».
L’attacco all’amministrazione comunale è diretto, e l’accusa è che sta «dimostrando di navigare a vista e di scegliere le soluzioni più facili per poter dire di aver fatto qualcosa – affermano dal Comitato per Campiglia – Ci sembra che il Comune non sia in grado di gestire con strumenti più accurati, approfonditi e attuali il problema di rendere appetibile Campiglia e il suo patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, il problema della pubblicizzazione delle sue peculiarità, il problema di potenziare la rete di piccole imprese di accoglienza già esistenti e che potrebbero essere integrate con altre strutture equipollenti o con l'albergo diffuso, recuperando così tante abitazioni inutilizzate da tempo. Scegliere la via del mattone e del cemento, oltretutto senza che i cittadini possano mettere bocca e senza che ci sia la certezza che l'albergo duri nel tempo e non tenda a trasformarsi alla prima difficoltà in un condominio di seconde case, è una strada che di certo sembra avere solo la distruzione di un altro pezzo del paesaggio».
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