Italia
«La cassa integrazione in Lucchini va estesa a tutti»
I sindacati, preoccupati per i dipendenti dell’indotto, a Roma non ci saranno: «Non basta un ministero per la firma»
PIOMBINO. La cassa integrazione venga estesa a tutti i lavoratori, compresi quelli dell’indotto Lucchini. Lo ribadiscono i sindacati annunciando che non andranno all’incontro al ministero del lavoro fissato per venerdì 13 dicembre. Perché la partita è delicatissima e a quel tavolo un ministero non basta: ci vogliono anche i rappresentanti di ambiente e sviluppo economico.
L'incontro era stato richiesto dal commissario straordinario Piero Nardi per tutti gli stabilimenti del gruppo Lucchini, dopo aver presentato formale domanda di accesso ai finanziamenti della cig. Ma già Fim, Fiom e Uilm provinciali dopo una riunione con le Rsu di Lucchini e Lucchini servizi avevano spiegato che per discutere di cassa integrazione sarebbe servito un protocollo di intesa su tutti gli aspetti legati ai riflessi sui dipendenti diretti e su quelli delle imprese di appalto.
Oggi lo ripetono anche Luciano Gabrielli (Fiom), Fausto Fagioli (Fim) e Vincenzo Renda (Uilm): «Ci si salva tutti insieme. Noi vogliamo discuterne con tutti e tre i ministeri. Dobbiamo estendere la cassa integrazione a tutte le imprese in modo da arrivare sani e salvi, e tutti insieme, alla realizzazione del progetto di forno elettrico e Corex. E’ importante allargare a tutto l'indotto gli ammortizzatori sociali e creare l'accordo di programma per dare un futuro allo stabilimento e all’economia».
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