Il presidio
E ora anche la politica si interessa al Rugby Rufus
Diventa un caso la società sportiva che rinuncia a 450mila euro per il campo L’allenatore Caso: «Ma noi non ci presteremo a certi giochi per fini elettorali»
SAN VINCENZO. Quello del Rugby Rufus San Vincenzo è ormai un caso. Da una parte, è ovvio, un caso positivo di come una società possa svolgere un servizio non solo sportivo, ma soprattutto sociale, nei confronti di molti ragazzi e famiglie in difficoltà. Nel Rufus tutti (compresi dirigenti, giocatori e allenatori della prima squadra) pagano la quota annuale, sebbene sia i giocatori della serie C che gli allenatori non percepiscano alcun rimborso spese né alcuno stipendio. Il volontariato è alla base di tutto: c’è chi fa il tesoriere, chi va a prendere con il pulmino i ragazzi in tutta la Val di Cornia e, dopo allenamenti o partite, li riaccompagna a casa; c’è chi mette a posto il campo, chi lava i completini da gioco ecc. A proposito di quote, si parla di 170 euro l’anno (molto più bassa rispetto ad altri sport), e la società non le fa pagare ai ragazzi di famiglie particolarmente disagiate o in difficoltà. Il tutto è gestito con un contributo comunale di 15mila euro (ora sceso a 10mila), qualche piccolo sponsor e soldi che gli stessi dirigenti e allenatori tirano fuori dalle proprie tasche. Una dimostrazione, quindi, che si può far tanto e bene anche con pochi soldi a disposizione ma con molto materiale umano.
Nelle scorse settimane il Rufus è salito alla ribalta delle cronache per aver rifiutato un intervento di allargamento del campo, previsto nel piano triennale delle opere pubbliche dell’amministrazione comunale, del valore di 450mila euro. «Vogliamo semplicemente una buona illuminazione e la semina del campo da gioco»: si sono limitati a chiedere questo i dirigenti della società, e ad aggiungere che il resto dei soldi dovrebbero essere dati a chi ne ha davvero bisogno. Hanno poi spiegato che la storia del campo, che si basava su un possibile contributo di 150mila euro della Federazione, era stata accantonata definitivamente nel 2009, e che non riuscivano a capire il perché della presenza di tale voce nel nuovo piano triennale dei lavori pubblici.
Insomma, un esempio, quello del Rufus. Un esempio al quale va aggiunta la collaborazione fra la società e il gruppo Fratres di Donoratico, che ha portato 19 giocatori della prima squadra sanvincenzina a diventare donatori di sangue. Una prima squadra che, per la cronaca, si trova adesso al primo posto in classifica. Nelle giovanili poi ci sono anche due allenatrici, a dispetto di ciò che si dice, ossia che il rugby è uno sport per soli uomini. In questi mesi che avvicinano il paese all’elezione del nuovo sindaco, il Rufus pare conteso dalla politica, dalla quale la società cerca di svincolarsi e sganciarsi in tutti i modi. Da una parte, ti trovi il politico che cita il Rufus come esempio di integrazione (e con una certa ragione, d’altronde, visto che sono 17 le nazionalità rappresentate all’interno della società); dall’altra ti trovi un’opera già accantonata da 450mila euro nel piano triennale dei lavori pubblici. E chissà quanti altri cercheranno e stanno cercando di portare il Rufus dalla propria parte.
«Sì – dice il dirigente e allenatore Fabio Caso – Siamo oggetto di campagna elettorale, e alcuni politici ci hanno avvicinati. Ma non ci presteremo a simili giochi per fini elettorali, la politica deve restare fuori da questa società». Pensano a prestare un servizio ai giovani, sia a livello sportivo che soprattutto umano. Molti di questi giovani, senza questo tipo di servizio, avrebbero forse intrapreso delle brutte strade.
«Ci interessa creare persone oneste – aggiunge Caso – e di alte qualità morali. Se poi giungono anche i risultati sportivi, tanto meglio». E i risultati sportivi stanno giungendo: molti ragazzi dell’under 14 e under 16 selezionati per le rappresentative regionali, vari adolescenti tenuti d’occhio da società di serie A e dal settore nazionale, un moldavo di 15 anni (Gregori Donica) che adesso gioca nel Viadana e nella Nazionale di categoria. E in tutti i campionati ai quali stanno partecipando, le squadre del Rufus sono tra le prime tre di ogni categoria. Una realtà, francamente, difficile da trovare in giro.
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