Il Tirreno

Olio, il raccolto è in calo ma il prodotto è di qualità

di Luigi Cignoni
Olio, il raccolto è in calo ma il prodotto è di qualità

Hanno influito molto le condizioni meteo soprattutto nelle zone a nord dell’isola A complicare le cose i ritardi nella realizzazione di un frantoio comprensoriale

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PORTOFERRAIO. Non sarà una raccolta da incorniciare quella del 2013 per gli olivicoltori elbani. Prodotto molto scarso e, secondo delle zone dell’Isola soprattutto quelle esposte ai venti del quadrante nord, solana, anche scarsa. Ci sarà, insomma, meno olio, ma il prodotto sarà ottimo. Un prodotto Dop elbano degli oliveti che punta solo sulla qualità.

«E’ indubbio che la stagione 2013 – dice Franco Provenziali, uno dei maggiori produttori elbani di olio – sarà di alta qualità, anche se dobbiamo fare i conti su una limitata raccolto». Chi ha invece i poderi esposti a solana e nelle parte più riparate dell’Isola, quelle che non hanno risentito dei rigori invernali e non hanno risentito più di tanto dei lunghi periodi di siccità, non si deve lamentare. «Il prodotto – assicura ancora Franco Provenzali - è di ottima qualità».

E ricorda agli elbani che l’occasione di assaggiare e verificare la bontà di quanto afferma può essere colta domenica prossima, in occasione della festa promossa dall’amministrazione comunale in piazza Cavour a Portoferraio. «Avremo un banchetto espositivo attrezzato – continua ancora il referente dei produttori elbani – dove offriremo ai presenti e ai tutti i partecipanti il frutto del nostro lavoro». Motivo allora d’orgoglio per gli elbani? Niente affatto.

Sullo sfondo si staglia un problema che dura da anni e che anche quest’anno non trova la sua naturale soluzione. «Il frantoio comprensoriale che doveva sorgere nella zona delle Antiche Saline a Portoferraio– continua ancora Provenzali – è, purtroppo, di là da venire».

C’è stato un periodo in cui si pensava che davvero fossero imminenti i lavori per realizzare questa importante struttura che è indubbio darebbe una grossa mano ai produttori elbani e li aiuterebbe a crescere ulteriormente, in un settore, quello toscano dell’olivicoltura, in cui la concorrenza è altissima. E come si sono comportati i produttori elbani? «Alcuni – risponde Provenzali – hanno continuato a servirsi del Consorzio Agrario della Sghinghetta. Altri invece si sono rivolti a strutture più specializzate del continente. Ma, a questo punto, i costi di gestione lievitano assai parecchio e, alla fine, un procedimento di questo genere costerà di più al consumatore». La soluzione? «Si potrebbe ottemperare al tutto – conclude Franco Provenzali – con l’entrata in funzione finalmente del frantoio elbano alle Antiche. Ma le promesse dei nostri politici sono buone solo quando ci sono le elezioni; poi, passata la festa, si vedrà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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