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Abusi edilizi, l’uomo di Fosso alle canne si difende
“Robinson” racconta una vita in simbiosi con la natura: «Qui dal 1964, la barriera serve per proteggermi dai cinghiali» Intanto piovono i messaggi di solidarietà anche dai siti web
PIOMBINO. «Il 22 agosto scorso è venuta da me la polizia municipale a misurare la recinzione. Così seppi della segnalazione di abuso edilizio ed è cominciata questa, che mi si è rivelata subito come la battaglia più difficile». A parlare per la prima volta dopo che ha passato 50 anni a proteggere la spiaggia (e i suoi frequentatori) è il Robinson Crusoe di Fosso alle canne, com’è conosciuto Enrico Salvadori (visto che è pure il suo nickname per il punto radio dell’antincendio boschivo). Pensionato delle Acciaierie, 71 anni, abita da giugno a settembre qui, in un piccolo appezzamento che ha riscattato da “Populonia Italica”: «Ora – dice – sto aspettando che la Soprintendenza si esprima in proposito. Nel 2002 avevo già vissuto una situazione simile, anche se poi fu necessario rimettere questa specie di barriera per difendermi dai cinghiali». Contro Salvadori c’è un’accusa di abusi edilizi.
«Ci siamo stabiliti qui insieme a mia moglie Marcella nel maggio 1964 – ricorda – sposati da poco. Ho fatto in modo che l'acqua ci fosse sempre, lungo il fosso, così è cresciuta la vegetazione. Ma c’è solo l’indispensabile. Tante persone in questi giorni – sottolinea con gratitudine – mi hanno dimostrato sostegno. Certo, se devo buttare giù la staccionata, me ne vado. Ho tanti amici pronti ad accogliermi in Nuova Zelanda come in Cile o alle Canarie». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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