Il Tirreno

Tares, gli albergatori non vogliono pagare

di Stefano Taglione
Tares, gli albergatori non vogliono pagare

Bollette salate: l’associazione non molla sul contenzioso con il Comune di Campo Ritirata la richiesta di sospensiva, attesa a marzo la sentenza definitiva del Tar

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CAMPO NELL’ELBA. Arriverà a marzo la decisione dei giudici sul ricorso presentato al Tar della Toscana dall'associazione albergatori dell'isola e da alcuni imprenditori associati, che hanno citato a giudizio il Comune di Campo nell'Elba per l’eccessiva pesantezza delle bollette Tares arrivate via posta negli ultimi mesi.

Il 20 novembre, d'intesa con i proprietari degli hotel, il tribunale amministrativo regionale ha preso atto della rinuncia dei privati in merito alla domanda di sospensiva del provvedimento di riscossione. La notizia è stata confermata anche dal sindaco Vanno Segnini, che fin da subito ha preso le distanze dall’iniziativa degli operatori del settore. Un dietrofront - a detta degli albergatori - fatto solo per velocizzare la decisione finale dei giudici. «Avendo rinunciato alla sospensiva - spiega il presidente Massimo De Ferrari, titolare dell’Hermitage in località Biodola - il tribunale ci ha assicurato che emetterà la sentenza a marzo, anziché entro due anni. Abbiamo accettato l'offerta senza indugi e pensiamo che il verdetto sarà favorevole per coloro che appartengono alla nostra categoria». Ma per adesso gli albergatori continueranno a non pagare la Tares. «Se i giudici ci daranno torto - sottolinea De Ferrari - ne prenderemo atto e, oltre alla tassa, vorrà dire che verseremo anche le more».

La vicenda risale a circa un mese fa. I proprietari degli hotel di Marina di Campo e dintorni, e con loro l'associazione che li raggruppa, hanno fatto ricorso contro il Comune per via dell'eccessivo importo dell’imposta sui rifiuti introdotta dal governo Monti. Secondo gli imprenditori la Tares, rispetto alla Tarsu in vigore fino all'anno scorso, rappresenterebbe una vera e propria stangata, con aumenti fino al 100 o al 200%. Un incremento che abbiamo verificato anche noi prendendo in esame le normali abitazioni, anche se l’aumento risulta più contenuto (in alcuni casi sotto il 20%).

Il motivo alla base della batosta, secondo i proprietari delle strutture ricettive, è legato alle enormi richieste che con la stesura delle tabelle sarebbero state rivolte alle attività alberghiere e della ristorazione, alle quali non sarebbe stata riconosciuta l’apertura a carattere stagionale.

Segnini, in risposta agli albergatori, ha precisato che il passaggio alla Tares «ha comportato l'incremento dei ruoli di oltre 310 mila euro» e che «pur in presenza di aggravi e dopo una serie di incontri con gli albergatori, l'amministrazione registra una riduzione della tassa dei rifiuti per il 9,59% sugli alberghi con ristorante e per il 37,86% per quelli privi di punto ristoro». Dopo la precisazione del sindaco, De Ferrari ha in parte confermato e in parte smentito i calcoli. «Sì c'è un balletto di cifre - spiega l'albergatore - ed esistono casi di colleghi che hanno pagato meno dell'anno scorso, che di conseguenza non hanno fatto ricorso. Altri, però, soprattutto se titolari di hotel con ristorante, pagherebbero uno sproposito. Se non fosse così non avrebbero fatto ricorso. Sarebbe stato da stupidi».

Per i soli ristoratori, invece, ci sarebbe un aumento medio del 96,56%. «Un incremento di gran lunga meno forte rispetto a quello verificatosi negli altri comuni - ha spiegato Segnini - e al riguardo non è stato possibile intervenire in alcun modo con correttivi, in quanto la tariffa applicata è il risultato dell'adozione dei minori coefficienti previsti per la categoria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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