Il Tirreno

«Intanto prometto di fare volantinaggio con voi»

di Francesca Lenzi
«Intanto prometto di fare volantinaggio con voi»

Così Pippo Civati al sindacalista che gli ha mostrato i manifesti della Rsu Lucchini Tanti temi affrontati in via Ferrer dal candidato alla segreteria nazionale Pd

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PIOMBINO. «La prima cosa che posso promettere è di unirmi a voi nel volantinaggio».

È la risposta più immediata e concreta che Giuseppe Civati dà al sindacalista Mirko Lami durante l’iniziativa organizzata mercoledì sera, al palazzetto di via Ferrer, dal comitato Val di Cornia-Elba “Civati in progress”, con ospite appunto il candidato alla segreteria nazionale del Partito democratico.

«Posso iniziare anch’io a distribuire i vostri volantini», ribadisce Civati riferendosi alle locandine realizzate dalla Rsu Lucchini e consegnate ai viaggiatori (nell’idea dei responsabili del progetto almeno in tutte le stazioni della Toscana) con il messaggio “Sappiate che questo treno corre su rotaie costruite nelle acciaierie di Piombino, unica fabbrica italiana che le produce e le esporta nel mondo”.

«Una risposta adeguata, un approccio concreto e affatto retorico che Civati, preventivamente informato sulla situazione attuale del nostro stabilimento, ha dato a Mirko Lami, chiamato a intervenire per stimolare la discussione nell’ambito locale – spiega Marco Chiarei, assessore all’ambiente di Piombino e uno dei fondatori del comitato per Civati – Se Lami ha fatto il quadro del momento, parlando di proposte per il futuro, fermo restando la continuità produttiva come elemento necessario per ogni trattativa, il candidato alla segreteria nazionale del Pd ha mostrato già l’alto valore simbolico e la propria attenzione a Piombino scegliendola come una delle due sole tappe toscane (l’altra è Siena) del proprio tour».

Proprio Chiarei tra l’altro ha introdotto l’incontro al palazzetto di via Ferrer partendo dalla nascita del comitato “Civati in progress”, «nato a luglio, ben prima della fase congressuale, come risposta all’esigenza di una riconquista all’identità del Pd».

Tanti i punti toccati nel proprio intervento dal candidato alla segretaria nazionale del Pd, dall’urgenza di andare al più presto al voto, secondo un’opportunità che non deve creare spavento, al lavoro, dove la precarietà va a braccetto con condizioni salariali ormai insostenibili; dalla scuola, questione non limitata a una semplice vertenza sindacale, ma concepita come investimento primario, all’appello alla legalità, quale strumento per evitare lo squilibrio economico.

Ancora, nell’idea di una politica che debba tornare a parlare con il popolo, Civati ha affrontato il tema delle alleanze, ambito nel quale la sinistra sembra aver perso il proprio orientamento.

Altri punti considerati il caos delle tessere («Ne va della credibilità stessa del nostro partito») e i diritti civili: «Dobbiamo sciogliere le ambiguità presenti nel Pd – le parole di Civati – Il matrimonio, ad esempio, deve essere per tutti, al di là dei nomi strani che gli diamo. È una questione sulla quale credere».

Il tutto, sottolinea il giovane politico, originario di Monza, attraverso un linguaggio diverso da quanto siamo abituati a sentire in politica, dove la parola diventa spesso violenza e prevaricazione verbale. Tornando al locale, Civati, dal contesto siderurgico piombinese, allarga infine la discussione all’intero settore italiano, citando altre aziende e altre realtà in crisi: «In Italia manca totalmente una politica industriale – ha detto – Ormai sembra un concetto bandito dalla sinistra, quando invece dovremmo avere il coraggio di parlare di queste cose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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