Sale operatorie in marcia a scartamento ridotto
Per tutto dicembre e una parte di gennaio sarà limitata l’attività chirurgica Critica la Uil: «Così si allungano le liste d’attesa, meglio le assunzioni a termine»
PIOMBINO. La decisione sarà ufficializzata nei prossimi giorni e riguarderà gli ospedali di Livorno e della provincia. Anche stavolta l’attività chirurgica di fine anno funzionerà a scartamento ridotto. «Orientativamente la riduzione delle sedute operatorie riguarderà il mese di dicembre e la prima settimana di gennaio», afferma il direttore sanitario, il dottor Irio Galli.
Abbassare il monte-ferie accumulato dagli operatori perchè grava sui bilanci. E’ l’obiettivo sostenuto. Per raggiungerlo, sarà garantita una seduta programmata per gli interventi di classe A (quelli che i protocolli prevedono debbano essere eseguiti entro 30 giorni) e una seduta riservata alle urgenze e alle emergenze. Questo, dal lunedì al venerdì. Al sabato, una. «Totale 11 sedute settimanali. All’interno di ciascuna - prosegue Galli - possono essere eseguite più operazioni, a seconda della tipologia. Nel resto dell’anno, le sedute sono sedici. Tre tutti i giorni e una il sabato». Tranne in estate, quando generalmente non si superano le cinque.
Il sindacato non è convinto della bontà dell’operazione. «Le ferie sono un diritto e un costo in bilancio. Vero. Ma altre soluzioni sono possibili. Invece si cade sempre sulla più semplice, il taglio. Quello che pagheranno i cittadini», afferma Paolo Camelli (segretario provinciale Uil sanità). Il suo ragionamento parte dalle liste d’attesa, in alcuni casi attestate sui 90-120 giorni. Un rallentamento reiterato dell’attività chirurgica in tutto questo periodo, finirà con l’aggravarle. Soprattuto a Villamarina, che presenta la situazione più critica.
Per il sindacato, la risposta migliore resta quella dell’assunzione temporanea di personale per coprire le ferie. Le risorse ci sono. L’Asl ha un milione a disposizione per reintegrare le uscite da pensionamento. C’è un accordo che lo prevede. «E invece - prosegue Camelli - sono stati spesi solo 400 mila euro. Con tempi d’attesa lunghi in questo modo, la gente è incentivata a rivolgersi altrove. Ma anche le fughe hanno un costo economico importante». Il segretario Uil è convinto del fatto che la direzione aziendale voglia essere più realista del re. In altre parole, che la sua politica vada oltre i parametri di contenimento della spesa decisi dalla Regione.
Camelli ricorda le affermazioni recenti del direttore generale «circa una situazione debitoria a posto, tanto a posto che chiudiamo il 2012 con 27 mila euro di utile. C’è un certo equilibrio nei conti, insomma. E allora, a maggior ragione, si spendano le cifre previste, dando un po’ di lavoro ai precari, garantendo le ferie ai lavoratori e riducendo i disagi dei cittadini».
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