Gli autobus sono strapieni, disagi per tanti studenti
Sono 650 gli alunni delle scuole che ogni giorno vanno a Portoferraio in pullman Ma il parco macchine a disposizione della società Ctt Nord non è sufficiente
PORTOFERRAIO. Un esercito giornaliero di 650 giovani. Studenti di ogni scuola superiore elbana che ogni mattina e quindi anche al ritorno, partono dai sette degli otto comuni elbani prendendo il bus. Non è un’impresa facile anche perché il parco macchine a disposizione dell’azienda di trasporto come pure il comparto dipendenti non è al massimo. Uno stato di sofferenza sull'isola, insomma, per i trasporti della Ctt (Compagnia trasporti toscani), che è subentrata all’Azienda di trasporto livornese come evidenzia Bruno Bastogi, responsabile dei servizi provinciali dell'azienda di trasporti.
L’azienda dispone di un parco bus di circa 20 mezzi extraurbani, con un organico di 30 autisti in totale. Sofferenza sul trasporto giornaliero di circa 650 studenti delle scuole superiori che vivono nei vari Comuni periferici e devono viaggiare per Portoferraio quotidianamente.
Un fatto che preoccupa il viceprefetto per gli affari dell’Elba Giovanni Daveti, i presidi Gabriella Raimo (Isis Foresi) e Grazia Battaglini ( Itcg Cerboni), nonché, ovviamente, studenti e relative famiglie, le quali affrontano spese di abbonamento annuo che ruotano intorno ai 350 euro a studente.
«Registriamo problematiche al mattino nella partenza degli studenti da Capoliveri,dove vivono circa 125 studenti pendolari - ha specificato Bastogi - e c'è sofferenza pure sui nostri mezzi al ritorno dei ragazzi ai paesi, dopo la mattinata di scuola a Portoferraio. Occorre una programmazione più oculata a monte, ad anno scolastico avviato è difficile rimediare, la Provincia ormai ha già stanziato i contributi». La questione è nota da vari anni e Daveti sostiene che: «Un studio approfondito potrà permettere di trovare soluzioni: probabilmente ci vuole un potenziamento dei mezzi e degli organici, o una diversa programmazione del servizio con intese mirate con scuole e provincia. I disagi dei ragazzi vanno eliminati». E intanto Daveti ha contattato le scuole che hanno fornito i dati che inquadrano il grande flusso sui bus, con 648 studenti che ogni giorno devono raggiungere Portoferraio e poi dalla capitale tornano ai propri paesi.
Il dato dice che tra Isis Foresi (572) e Itcg Cerboni (541) sono 1113 gli studenti, di cui residenti a Portoferraio 465 e quindi 648 sono abitanti negli altri 7 paesi isolani. Commenta la situazione la preside Raimo. «Il servizio andrebbe sviluppato –dice– diversi studenti pendolari mi chiedono di uscire un quarto d'ora prima dell'ultima campanella, perché il bus navetta che dovrebbe accompagnarli alla stazione dei pullman sul porto, non è sufficiente e taluni rischiano di perdere il bus che li porta al paese. Vorrebbero uscire prima per andare a piedi al porto per garantirsi la partenza, ma ciò va a scapito della didattica».
Anche la dirigente Maria Grazia Battaglini, dell’Itc Cerboni ribadisce: «Certamente questo problema annoso deve essere risolto – afferma – ricordiamoci che durante l'anno scolastico abbiamo anche i corsi di recupero e quindi ulteriori trasferimenti e disagi per i ragazzi dei vari Comuni. Ben venga un incontro con Bastogi e la Provincia per mettere a fuoco la questione e per risolverla adeguatamente».
Intanto Patrizia Lupi, madre di uno studente pendolare dice: «I ragazzi devono lottare per prendere un posto a sedere sul pullman. I bus partono stracarichi, la maggioranza deve viaggiare in piedi , stretti come sardine, con disagi immaginabili»
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