Il Tirreno

Piombino come squadra, il nuovo slogan della lotta

di Melisanda A. Massei
Piombino come squadra, il nuovo slogan della lotta

Le associazioni sportive su tutti campi con le magliette bianche e la scritta che Fim, Fiom e Uilm hanno adottato per rinnovare l’immagine del movimento

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PIOMBINO. Quando il sindaco Gianni Anselmi, venerdì della scorsa settima al ritorno da Roma, davanti alla folla di lavoratori che attendeva nel quadrilatero del Rivellino gli esiti dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico, per la prima volta ha pronunciato lo slogan «Piombino come una squadra», forse non pensava neanche lui che quelle parole sarebbero risuonate quasi magiche alle orecchie dei giovani sportivi della città. Ad Alessandra e Lorenzo, però, è bastato solo un attimo. «Il valore di quella metafora noi lo conosciamo bene – spiega lei – Sappiamo che cosa significa il fatto che fino all’ultimo non bisogna mai arrendersi, ma lottare tutti insieme per raggiungere il risultato».

Alessandra Tognoni, 27 anni, gioca nella squadra femminile dell’Union rugby club Tirreno, Lorenzo Puliti, classe 1988, è il capitano di quella maschile, che partecipa al campionato di serie B. Entrambi si trovavano al Rivellino la sera del 18 ottobre.«Le parole del sindaco – spiega Alessandra – ci hanno fatto capire che anche noi sportivi potevano dare un nostro segnale. E così abbiamo cominciato a riflettere». Poche ore dopo sono arrivati gli striscioni e le magliette con le scritte «Piombino non deve chiudere» e «Piombino come squadra», che hanno fatto la loro comparsa già nel corso di alcuni degli incontri disputati lo scorso fine settimana. E Fim, Fiom e Uilm hanno subito adottato lo slogan, facendolo diventare la nuova immagine del movimento.

Le magliette indossate durate il riscaldamento, gli striscioni appesi ai lati degli impianti sportivi. A Livorno, dove giocava la squadra di serie B, e a Piombino, dove invece ha disputato l’incontro settimanale la squadra di serie C, cioè quella delle ragazze.

Un poco alla volta - grazie anche alle iniziative parallele su Facebook e Twitter - la voce ha cominciato a circolare tra gli sportivi della città e così anche le altre società hanno scelto di unirsi a quello che Puliti, in una lettera pubblicata sul sito NP Rugby, definisce «un gesto simbolico, ma che vuole dimostrare la vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie».

Molti giocatori, infatti, prosegue l’atleta, questa situazione la vivono in prima persona. Ma non c’è solo questo. «Quel venerdì sera – ricorda ancora Alessandra – abbiamo visto il dramma sul volto del sindaco e degli operai. Siamo rimasti molto colpiti. Fare quello che stiamo facendo ci sembra il minimo come cittadini».

Del resto quanto sta accadendo alla fabbrica non riguarda solo chi la vive dall’interno. Alessandra tra qualche mese conseguirà la laurea magistrale in Protezione civile, naturale prosecuzione del titolo triennale in Scienze per la pace e la cooperazione già acquisito alcuni anni fa. Subito dopo la discussione della tesi partirà per un’esperienza di lavoro in un Club Med e per qualche mese - la stagione invernale - sarà lontana dalla sua famiglia, dalla sua squadra, dai suoi affetti.

«A diciassette anni sognavo di andarmene da Piombino – commenta – Adesso ho qui le mie radici, il mio equilibrio, e qui vorrei restare. Lo sappiamo tutti che se Lucchini chiude non è un bene per nessuno. Guardiamo anche al nostro futuro».

Sia lei che Lorenzo erano anche alla manifestazione di giovedì scorso, naturalmente con lo striscione che è diventato anche un hashtag su Facebook, #piombinocomeunasquadra, nonché un gruppo che conta già oltre 500 iscritti. «Sia quello che le magliette le rilanceremo negli incontri di questo fine settimana – aggiunge – ma la cosa più bella sono le adesioni che abbiamo ricevuto anche dall’altra squadra di rugby, l’Etruria Rugby, dalla Pallavolo Libertas Venturina, dal Volley Piombino, nonché dal Centro Coreografico Soul of Dance, Morphè, Crossroad Lab, gli atleti del basket, del judo, del calcio Piombino e Montemazzano, nonché dal pattinaggio, che non ha ragazzi della nostra età, ma sta cercando delle modalità per coinvolgere anche gli atleti più piccoli».

Sì, perché i giovani sportivi piombinesi non hanno nessuna intenzione di finirla così. «Abbiamo in mente molte iniziative – conclude Alessandra – Stiamo concordando idee, modi e tempi. L’entusiasmo non ci manca. Forse faremo anche un video, probabilmente con una serie di ragazzi che si passeranno un pallone all’interno di una strada di vuota. Perché lo sport senza pubblico non è niente. Così come una città che rimane senza lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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