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Fabiani, sms al veleno ai “nemici” Scoppia il caso dei tesseramenti
Il segretario: messaggi privati, parlavo anche per me. E se perdessi non vorrei premi di consolazione Denuncia al Comitato di garanzia per una donna che si è trovata iscritta al partito a sua insaputa
PIOMBINO. «Ti hanno fatto il lavaggio del cervello. - Facciamo così, ora vinco e dopo me li levo tutti dai c...»". «La partita è tra me e Peria. Claudio e il Francini tratteranno per uno strapuntino con chi vince».
Sono solo due degli sms che il segretario uscente del Pd Valerio Fabiani ha inviato in questi giorni ad alcuni iscritti schierati a sostegno di altri candidati alla guida del partito.
Messaggi che forniscono elementi utili per raccontare il clima pesante nel Pd dove Fabiani, in virtù degi ultimi risultati al circolo Due Giugno e a Marina di Campo, è ormai avviato alla riconferma. Dei suoi sms, ma anche della corsa ai tesseramenti dell’ultima, e delle pressioni sugli iscritti, si parla con toni molto polemici nel partito, ma soprattutto sui social network.
La questione tesseramenti ieri poi, è esplosa con la denuncia al Comitato di garanzia del partito da parte dei rappresentanti di Roberto Peria e Claudio Capuano, del caso di un’iscritta a sua insaputa. È accaduto che qualcuno dei comitati elettorali, spulciando la lista degli iscritti al circolo “Berlinguer” l’ha contattata per partecipare a un’iniziativa: la donna è caduta dalle nuvole, spiegando di non essere mai stata iscritta al Pd. «La diretta interessata – spiegano i firmatari della denuncia al comitato di garanzia – non ha mai chiesto, né sottoscritto, né pagato l’iscrizione, ed è stata tesserata non si sa bene da chi. Una grave violazione allo statuto, che se non verrà chiarita in tempi brevi ci porterà a ricorrere in seconda istanza alla commissione regionale di garanzia».
In mezzo c’è anche chi, come un gruppo di una decina di lavoratrici, evidentemente neoiscritte, si è sentito offeso dalle parole di Capuano che aveva parlato genericamente di “tessere usa e getta”: «Rivendichiamo per noi – scrivono al Tirreno – lo stesso rispetto che si deve a tutti gli aderenti al Pd, vecchi e nuovi».
Fabiani dal canto suo minimizza la questione degli sms e pure quella della proliferazione dei tesseramenti in extremis: «Chi arriva a discutere di sms privati – sostiene – vuol dire che non ha altri argomenti. Non volevo dire comunque che in caso di vittoria “non avrei fatto prigionieri”, anche perché ci sono meccanismi che garantiscono comunque la presenza nei gruppi dirigenti a chi non vince. Il concetto però è questo e vale anche per me: la politica deve cambiare, quindi se perderò non vorrò premi di consolazione, ma rimarrò a dare una mano come militante».
Sui tesseramenti il segretario è convinto che non ci siano anomalie: «Le iscrizioni dell’ultima ora – dice – sono state davvero poche, al “Due Giugno” saranno state tre o quattro. Invece forte è stato il lavoro precedente per il tesseramento. Bisogna far vita di partito per conoscere un po’ meglio il Pd: così forse sarebbe più facile capire che c’è tanta gente che ha lavorato per il tesseramento. Credo anche che ci vorrebbe rispetto per chi si è iscritto e per chi ha partecipato alle assemblee. Un gran numero di persone che voglio pubblicamente ringraziare».
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