Il presidio
«Accesso agli atti negato dai Comuni, intervenga il Garante»
Il Comitato per Campiglia protesta: bocciate tre richieste di ottenere la copia di convenzioni, disegni e progetti
CAMPIGLIA. «In Val di Cornia il principio generale del diritto di accesso agli atti è carta straccia». Così si esprime il presidente del Comitato per Campiglia, Alberto Primi, citando i casi di Campiglia, San Vincenzo e Piombino. «A Campiglia – racconta – è stata richiesta copia delle numerose convenzioni firmate tra Comune e lottizzatori degli edifici davanti alla stazione, tutti atti pubblici, come il disegno relativo al progetto esterno della stazione. A San Vincenzo – prosegue – è stato richiesto di vedere il progetto dei parcheggi e viabilità (pubblici) da realizzare con gli oneri incassati dal Park Albatros e il primo progetto approvato nella Tenuta di Rimigliano. A Piombino è stato chiesto di prendere visione della progetto della Rta di Salivoli e il certificato di agibilità».
Le motivazioni dichiarate dal Comitato nelle richieste sono state di studio dei fenomeni di trasformazione del territorio e di studio sulle Rta in Val di Cornia, in conformità agli scopi dello statuto, allegato alle richieste.
«Per tutte le richieste – dice Primi – è stato formulato un parere negativo, in tutto o in parte, o dilazionatorio. Campiglia, ha motivato il diniego dicendo che per le avere le copie occorre avere un “interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti”, dimenticando che i documenti li aveva già forniti per consultazione al Comitato stesso poche settimane prima. San Vincenzo ha dichiarato «che occorre prima dimostrare di avere “un interesse diretto, concreto e attuale” in generale, e in particolare per il Park Albatros ha dichiarato che questo ha dato parere negativo perché il Comitato si deve interessare di Campiglia e non di San Vincenzo.Piombino ha dichiarato l’accessibilità al progetto di lottizzazione e convenzione della Rta, ma non al certificato di agibilità perché non si può accedere ad atti depositati in Comune se non soggetti a pubblicazione e occorre "”imostrare la titolarietà di un interesse giuridicamente protetto”».
Ma il comma 2 dell’articolo 22 della legge 241/1990 modificato nel 2009 recita: «l’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza».
Così Primi sostiene che «è evidente la volontà dei Comuni della Val di Cornia interpellati, di rendere inaccessibili i documenti amministrativi impedendo la partecipazione, l’imparzialità e la trasparenza dell’attività amministrativa per tutti i cittadini che evidentemente devono essere governati all'insaputa di tutto. Questo fenomeno è inaccettabile ed è stato denunciato alla presidenza della Regione e al garante regionale della comunicazione».
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