Giannini si chiama fuori Guadagna punti Roventini
La truppa dei renziani si è allargata e vuole contare di più nella guida del partito Alcuni membri dell’attuale direttivo chiedono garanzie e reclamano le primarie
SAN VINCENZO. Cosa accada nel Pd sanvincenzino, a tratti, sembrano non saperlo o non capirlo neanche gli iscritti. Fatto sta che il paradosso si è consumato: la candidata alla segretaria proposta da tutti, è stata “scomunicata” appena ha proposto la propria lista per il direttivo. Elisa Giannini ha rinunciato, sebbene anche in queste ore qualcuno tenti di farla tornare sui propri passi. Era stata indicata da tutti come la persona più appropriata per unificare le diverse anime del partito.
E i paradossi non finiscono qui: renziani o sedicenti tali che per la Federazione Pd Val di Cornia-Elba preferiscono Fabiani o Capuano a Peria, cuperliani e civatiani che dividono le loro preferenze fra i tre candidati, membri del direttivo che si dichiarano contro il progetto “Alta Maremma” e le fusioni intercomunali, pur esprimendo la propria preferenza per Fabiani. Insomma, il caos è grande, e l’impressione di tanti è che, nonostante l’apparente e a tratti concreta frantumazione interna al Pd sanvincenzino, alla fine l’accordo fra tutti si troverà e il partito andrà unito alle amministrative del 2014.
Intanto, nel Pd sanvincenzino sembra ormai vicinissimo alla segreteria il 41enne renziano Massimiliano Roventini (figlio dell’ex primo cittadino Carlo Alberto), che pare avere l’appoggio della maggioranza del partito, sebbene non sia da scartare l’ipotesi del candidato pro tempore, il quale traghetterebbe la segreteria fino alle amministrative. Tuttavia, sono pochi coloro che vogliono intervenire ufficialmente per cercare di rendere più chiara la situazione. Fra questi, proprio Elisa Giannini, che fornisce la propria versione della vicenda che l’ha vista protagonista.
La rinuncia. «Ero stata contattata dalle diverse anime del partito – spiega Giannini – perché tutti mi ritenevano adatta a limare le divergenze. Quando siamo giunti al confronto, abbiamo visto che forse non ero la persona giusta. Non credo di essere in grado di rappresentare il partito. Mi assumo la colpa e le responsabilità della mia rinuncia, che non mi è stata chiesta da nessuno. Adesso servono persone di coraggio e volontà, preparate e disposte ad ascoltare tutti, con un misurato distacco. Non penso che ci sia un candidato pro tempore, e tale eventualità non mi piacerebbe. Ammetto che vari membri del partito stanno ancora continuando a chiedermi di ripensarci, ma credo che non lo farà. Assicuro comunque il mio impegno per il partito».
Peria e Renzi. La truppa dei renziani – ufficiali o simpatizzanti – si è allargata a dismisura. Negli ultimi tempi, si sono dichiarati renziani anche il sindaco attuale, Michele Biagi, il membro del direttivo della Federazione Val di Cornia-Elba Paolo Foti e altri grandi “vecchi” del partito locale. Nonostante Renzi raccolga i maggiori consensi a livello nazionale, a livello di Federazione la corsa, almeno qui, è equilibrata: Capuano, Fabiani e Peria se la giocano. A livello nazionale, ci sono non pochi gradimenti anche per Cuperlo: Chioini (civatiano) ammette di guardare con interesse a Cuperlo; per Cuperlo si sono schierati anche Fabio Pellegrini, attuale segretario del Pd locale, e l’ex sindaco Carlo Alberto Roventini.
Pochi renziani. I renziani reclamano una maggior rappresentanza nel futuro direttivo del Pd sanvincenzino, e probabilmente, in queste ore, formalizzeranno la candidatura per la segreteria locale di Massimiliano Roventini. Secondo “Adesso San Vincenzo!”, i renziani, avendo avuto a San Vincenzo la maggioranza alle ultime primarie, esigono un numero alto di rappresentanti. Cosa che non andrebbe bene a tanti e che, a quanto si mormora, potrebbe stare alla base della rinuncia di Elisa Giannini al ruolo di segretaria. «A parer mio – dice Riccardo Giommetti, consigliere “dissidente” del Pd – sarebbe giusto far entrare nel nuovo direttivo quanti si sono dimessi con motivazioni forti. Mi dispiace per la vicenda di Elisa Giannini. L’eventuale candidatura di Roventini non mi dispiacerebbe affatto».
Report del piano partecipativo. Dall’altre parte, alcuni membri dell’attuale direttivo reclamano garanzie per il rispetto del percorso partecipativo mediato da Sociolab e per la voce della gente, e reclamano le primarie, che a detta di qualcuno sarebbero a rischio. Senza le primarie, qualche candidato sarebbe presentato dal partito, e a quel punto altri (soprattutto Elisa Cecchini) sarebbero fatti fuori dal partito e dovrebbero presentarsi con una propria lista.
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