Il Tirreno

«La ripresa dal binomio porto-fabbrica»

di Cecilia Cecchi
«La ripresa dal binomio porto-fabbrica»

Dal Gruppo Bertocci un no alla fermata dell’Afo e idee per un progetto industriale che sfrutti l’occasione della Concordia

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Agganciare la ripresa alla “Costa Concordia”, questa resta, per Massimiliano Spagnesi, socio ed amministratore delegato del Gruppo Bertocci, l’unica possibilità per Piombino di andare oltre la crisi della siderurgia (chiusura dell’altoforno, il 21 novembre): «Bisogna sfruttare al meglio le opportunità» ripete. Valida partenza, ma è necessario essere convinti. Tanti i punti da chiarire.

Concordia. «Credo e spero – ricorda Spagnesi – che l'obbiettivo di portare la nave naufragata al Giglio a Piombino venga centrato. I numeri per garantire il risultato ci sono. Il programma è stretto, ma confido nelle capacità dei commissari e dello staff che si stanno occupando della realizzazione dell'opera. Per tutti un’opportunità da non perdere

Opportunità strategica. «Il futuro siderurgico di Piombino – dice – è appeso ad un filo e comunque sarà pesantemente ridimensionato dagli eventi. Indispensabile creare alternative e poiché noi siamo una città a vocazione industriale, è necessario promuovere iniziative industriali e questa opportunità va proprio in quella direzione. Immaginare la realizzazione, a medio termine, di un porto industriale che abbia un bacino idoneo alla ricezione navi di elevato cabotaggio. Per Piombino un’occasione unica.

L'investimento sul porto non si potrebbe utilizzare in altro modo? «Poteva anche essere se il progetto del porto industriale fosse stato accompagnato da un’analisi di mercato che avesse poi consentito di attirare clienti ed imprenditori nei tempi giusti. Ma tutto si è sviluppato velocemente ed in funzione, inutile negarlo, dell'opportunità “Costa Concordia” che, anche grazie alla collocazione di Piombino nelle aree in situazione di crisi industriale complessa, ha consentito lo stanziamento dei capitali. Bisogna farne tesoro perché significa almeno tre anni di lavoro e la possibilità di formare ed investire delle giuste competenze le maestranze di Piombino. Parallelamente, con l'infrastruttura realizzata, si concretizzeranno i tempi per approfondire il progetto industriale».

Il futuro della fabbrica. «Difficile rispondere. Ho seguito gli interventi dal palco di piazza Bovio, nella manifestazione del 3 ottobre – dice Spagnesi – Pur condividendo le ragioni esposte credo che oggi dobbiamo confrontarci con la realtà, lasciando da parte false speranze. Ogni giorno che passa appare più difficile garantire il mantenimento del ciclo integrale. Anche in questo caso credo sia mancata la progettualità. Non intendo fare dietrologia, ma se il commissariamento fosse giunto prima, cioè prima di rendere l'azienda Lucchini “decotta” forse ci sarebbero state risorse ed tempo per soluzioni alternative».

Senza speranza? «Non credo questo. Sono convinto che lo stabilimento sopravvivrà, tutta sta capire come. Confido in un percorso industriale che in un prossimo futuro potrebbe offrire a Piombino una nuova industria siderurgica assolutamente innovativa. Proviamo ad immaginare – spiega – una filiera industriale che, come tracciato dal commissario, offra l'opportunità di realizzare un forno elettrico e di mantenere i due convertitori alimentati da un piccolo Corex o similare (necessario per le rotaie). Immaginiamo di rilasciare al porto buona parte delle aree demaniali affacciate sul mare e rimaste inutilizzate e di integrarle nel futuro progetto di sviluppo del porto aumentandone le potenzialità».

«Delocalizzando le attività portuali oggi eseguite dalla Lucchini a favore di aziende portuali specializzate come Compagnia portuali o simili. Immaginiamo di avviare un nuovo settore industriale mirato alla bonifica navale ed allo smaltimento rifiuti . Tutto per testare la possibilità di avere rottame pronto forno, ricavandolo dalla demolizione delle navi nel nuovo bacino realizzato per la “Concordia”. Significherebbe occupazione, benessere, sviluppo» sottolinea.

Capitali e tempi. «Sono convinto e condivido quello che hanno detto i sindacati durante il comizio del 3 ottobre che, conti alla mano, chiudendo lo stabilimento, il costo per il governo e quindi per la collettività sarebbe enormemente superiore a quello che sosterebbe per garantirne la prosecuzione industriale. Se a questo si aggiunge che la fermata dell'area caldo significherebbe l'uscita della Lucchini dal mercato delle rotaie e che in Italia non esiste un produttore alternativo. È facile comprendere che la scelta strategica di fermare lo stabilimento di Piombino è “folle”. La ricetta è al ministero a Roma, loro sanno dove trovare i capitali e devono trovare una soluzione. Il sistema siderurgico nazionale è un settore “strategico” e come tale deve essere trattato e tutelato. Noi, cioè il sistema imprenditoriale di Piombino possiamo metterci la faccia e le nostre risorse».

Una cordata. «Possiamo renderci disponibili a favorire una cordata di imprenditori che possa, almeno in parte, contribuire all'investimento sia in termini economici che di pianificazione industriale del progetto nella sua interezza».

Cosa manca. «Un sistema politico di estrazione manageriale. Il mondo politico è pieno di burocrati ed ottimi oratori abili venditori di fumo. Bisogna costituire al ministero un tavolo permanente di crisi che affronti quotidianamente le problematiche di Piombino, non coi tempi biblici della politica. Primo punto su cui lavorare, l’inserimento del settore siderurgico tra le attività strategiche del Paese. Il ministero deve trovare le risorse per non fermare l'altoforno perché questo è il costo minore per la collettività! Quindi avviare subito un valido progetto industriale che approfondisca la coabitazione del binomio porto-stabilimento ove il progetto “Costa Concordia” possa fare da apripista per una nuova filiera produttiva integrata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web