Il Tirreno

Inchiesta sul porto: «In mia presenza tutti hanno lavorato alla luce del sole»

di Stefano Taglione
Inchiesta sul porto: «In mia presenza tutti hanno lavorato alla luce del sole»

Il vicesindaco Lupi è l’unico che parla fra gli amministratori di Marciana Marina: pensavo indagassero anche me, pronto a testimoniare

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MARCIANA MARINA. «Ho sempre pensato che ogni decisione fosse stata presa alla luce del sole, almeno in mia presenza. Ho seguito la gara d’appalto fin dall'inizio, partecipando a tutte le riunioni. E mano a mano che arrivavano gli avvisi di garanzia, mi dicevo: stai a vedere che adesso tocca anche a me».

Francesco Lupi da sei anni è il vicesindaco del Comune di Marciana Marina. Di professione assicuratore, a lui sono state conferite le scottanti deleghe sull'area portuale, nonostante il suo nome non compaia nella lista degli indagati. Forse, per questo motivo, è l’unico membro della maggioranza che ha deciso di parlare.

Lupi, che cosa è successo durante quella gara?

«In mia presenza tutti hanno lavorato alla luce del sole, altrimenti me ne sarei andato. Sono sicuro che i pm vorranno sapere perché io sia all’oscuro di tutto. Me lo chiedo anch’io. Sono pronto a testimoniare».

La stupisce il fatto di non essere fra gli indagati?

«Sì, mi aspettavo di ricevere l’avviso di garanzia, visto che in Comune a tutte le persone coinvolte lo hanno recapitato. Comunque non vivo bene questa situazione. Penso ai colleghi».

Non ha mai avuto il sentore che la procedura d’appalto potesse essere irregolare, come sostiene l'accusa?

«No, almeno per ciò che mi compete. Quando c’ero io, le regole sono state rispettate».

L'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici, però, un anno fa ha stabilito che voi operaste «in contrasto con le norme e in modo non conforme ai principi di trasparenza, pubblicità, libera concorrenza e parità di trattamento».

«In pochi conoscono bene il funzionamento delle procedure. Non voglio dire che l'Autorità abbia sbagliato, ma solo che nel mare magnum della burocrazia nessuno può avere chiara ogni cosa. È una materia molto nebulosa e non tutti gli enti si comportano uniformemente».

Ciò non toglie che i capi di imputazione contestati a vario titolo agli indagati - abuso d'ufficio, turbativa d'asta e corruzione in atti d'ufficio - siano pesanti.

«Sì, ma i capi di imputazione piovono a cascata. Se te ne danno uno, poi arrivano gli altri. Ho fiducia nei magistrati e aspetto di vedere gli eventuali rinvii a giudizio. ».

La minoranza ha criticato il fatto che voi, prima di quella gara, abbiate commissionato la stesura del bando a un professionista esterno, spendendo circa 20mila euro.

«Non è questo il punto. Sono chiacchiere da bar».

Ma il nuovo bando, quello aggiudicato al Cantiere Golfo di Mola, è stato redatto dall'ufficio tecnico e non più da un tecnico esterno. Come mai questo dietrofront?

«Lo abbiamo fatto proprio perché la volta scorsa ci era stata contestata questa cosa. Inoltre il nuovo capo dell'area tecnica, Rosario Navarra, aveva esperienza in materia di Demanio. Se la sentiva di lavorarci, insomma. E abbiamo risparmiato molti soldi».

Crede che la vicenda possa avere ripercussioni sulla tenuta dell’amministrazione?

«Secondo me no, almeno non nell’immediato».

La minoranza però vi ha chiesto di spiegare l’accaduto e, se lo ritenete opportuno, anche di dimettervi.

«È un gioco delle parti. Se qualcuno ha sbagliato pagherà. Ma bisogna aspettare che la legge faccia il suo corso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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