Il Tirreno

Il mistero buffo del Centro giovani di Portoferraio

di Stefano Bramanti
Il mistero buffo del Centro giovani di Portoferraio

Inaugurato un anno fa, è ancora chiuso e non si sa perché. Il sindaco non se lo spiega, l’assessore accusa gli uffici

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PORTOFERRAIO. Un anno dall'inaugurazione e ancora non è operativo il nuovo Centro giovani, che fu presentato dall'assessore alle politiche giovanili Jessika Muti, unitamente al sindaco Roberto Peria, altre autorità e associazioni, con festa nei locali imbiancati di fresco e ristrutturati ad hoc. Uno spazio inutilizzato quindi, circa 300 metri quadri, che avrebbe dovuto prender vita nella ex sede dell'Onmi, posta all'inizio di calata Mazzini sopra gli uffici della Cosimo dei Medici, accessibile anche da via Guerrazzi.

Una situazione di stallo inaspettata. Muti ha un diavolo per capello: «Certo, è inspiegabile cosa sia successo. Come sia possibile che gli uffici competenti non siano riusciti in tanti mesi a consentire di svolgere le burocrazie o gli interventi tecnici necessari. Al nuovo Centro giovani si dovevano mettere le utenze del caso, quindi i telefoni e simili, gli arredi, sedie, tavoli e altro. Ho scritto lettere e mandato sollecitazioni ripetutamente. Esistono alcuni arredi al Centro ma, di fatto, noi abbiamo dovuto svolgere i programmi che avevamo messo in campo in altre sedi, come le attività di danza, di laboratorio musicale e di animazione relativa agli antichi mestieri».

E la nuova chance dovrebbe rigenerare le occasioni di incontro e di gestione da parte dei giovani, che negli anni 2000 avevano visto gli impegni fiorire alla vecchia sede dei Forni di San Francesco, poi però fu crisi e si arrivò alla chiusura nel 2009. Un'esperienza voluta dall'amministrazione comunale, che aveva stanziato come finanziamento annuale circa 75mila euro, ed erano arrivati anche contributi dalla Regione con 25mila euro destinati ad associazioni giovanili, iniziative sportive o di carattere culturale, sempre rivolti al mondo giovanile.

Nemmeno il sindaco Roberto Peria si spiega cosa abbia impedito di vedere animato il nuovo Centro giovani. «Abbiamo fatto le procedure per il collaudo dei locali, l'agibilità, secondo le norme di legge - dice - quindi abbiamo indicato gli impegni di spesa per le utenze. Per me tutto è a posto per poter agire e sono certo che a breve tutto si sbloccherà».

Ma nei fatti ciò non sta accadendo. «Si doveva fare anche una ludoteca - conclude Muti- trasferire all'ex Omni il personale e gli arredi dell'Informagiovani, che è operativo da anni nella sede comunale. Questo blackout deve finire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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