Il presidio
Suvereto, in un clima teso ora si cerca la soluzione
Nonostante il travolgente risultato del referendum sulla fusione con Campiglia il piccolo comune dovrà associare le funzioni. Primo incontro tra i sindaci
PIOMBINO. È finito con un buon bicchiere di vino il primo faccia a faccia tra il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli ed il coordinatore del comitato per il No alla fusione Alessandro Camerini. Un segno di distensione dopo un lunga battaglia combattuta fino all’ultimo sberleffo. Eppure non si erano conclusi serenamente i festeggiamenti degli arancioni per la travolgente vittoria. Al termine del carosello di auto, infatti, un gruppo di loro si è recato sotto le finestre del municipio, dove, al termine di una riunione della giunta, erano rimasti solo Pioli ed il suo vice Teglia. Hanno fatto scoppiare petardi, gridato alle dimissioni, cantato stornelli e piazzato una bandiera arancione nel loggiato del palazzo.
Il sindaco è sceso ed è andato incontro al gruppo. Qualche sguardo in cagnesco, poi la stretta di mano e l’invito di Camerini a chiudere la giornata davanti a un bicchiere. Pace fatta si direbbe, anche se si sa bene che non è così e che alcuni, all’interno del comitato del No continuano a chiedere la testa dei sue sindaci che hanno proposto e sostenuto la fusione, Pioli e Soffritti.
Ed anche al sindaco di Campiglia non è piaciuta la sfilata di macchine che qualche suveretano ha pensato di fare a Campiglia e Venturina. «Irrispettosa – la definisce – verso la sua amministrazione che si è sempre dimostrata attenta e solidale con Suvereto. La riprova e che, mentre qualcuno si baloccava a stendere bandiere, operai, tecnici e amministratori di Campiglia si mettevano a completa disposizione dei cittadini di Suvereto colpiti dal nubifragio».
Soffritti definisce anche «inopportuno da parte dei cittadini di Suvereto, compreso gli ex sindaci, emettere sentenze ed occuparsi di questioni che non li riguardano. Siccome le opinioni vanno rispettate, ricordo che i cittadini di Campiglia hanno espresso a larghissima maggioranza la volontà di cogliere un’occasione di crescita. Questa opportunità non l’avranno per scelta degli abitanti di Suvereto».
«L’unica cosa che viene in mente è chiedere le dimissioni di chi ha voluto che la gente si potesse esprimere? Forse qualcuno non ha capito che il mondo non comincia nè finisce oggi – afferma Soffritti – I problemi da risolvere sono tanti e qualcuno dovrà farlo. Non c’è niente da festeggiare».
Ieri intanto, in occasione di una riunione dei sindaci della zona, Pioli ha posto il problema di che fare ora. A Suvereto resta infatti l’obbligo di associare le funzioni entro il 31 dicembre pena il commissariamento. E di questo hanno cominciato a discutere i sindaci offrendo la loro disponibilità.
In campo anche il segretario della Federazione Pd Valerio Fabiani che ricorda: «Non erano elezioni politiche e il Pd è stato uno di pochi ad essere coerente. Il voto è stato trasversale ed il risultato va ascoltato. Suvereto ha l’obbligo si associarsi e non si può lasciare a se stesso. Dobbiamo ricercare un’altra strada che a mio parere sta dentro l’area vasta dell’Alta Maremma. Il resto sono speculazioni che non rispettano la volontà dei cittadini, che non vogliono l’isolamento di Suvereto dal resto del territorio».
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