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Il sindaco Pioli: «Ho fatto il mio dovere»

Il sindaco Pioli: «Ho fatto il mio dovere»

Nessuna tentazione di dimissioni: il voto va rispettato, ma continueremo a lavorare per il paese

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SUVERETO. Non si sente personalmente sconfitto il sindaco Giampaolo Pioli. «Ha vinto la democrazie – commenta – Noi abbiamo sottoposto ai cittadini difficile che parlava al futuro e loro non l’hanno voluta. Ne prendo atto ed è giusto che sia così e li ringrazio per questa grande partecipazione. Da domani saremo di nuovo al lavoro per risolvere situazioni difficili, a cominciare da quella create dal nubifragio, e per trovare una soluzione all’obbligo».

«Chiederemo agli altri Comuni di associare le funzioni, uno solo non ce la farebbe a reggere quelli più piccoli. L’Unione dei comuni è uno degli obiettivi che ci siamo posti fino al 2012, prima che arrivasse la legge regionale».

Pioli non ha nessuna intenzione di dimettersi, come chiedono alcuni dei sostenitori del No. «Non ritengo questo risultato una sconfitta – sostiene – Era nostro dovere di amministratori sottoporre ai cittadini le opportunità della fusione. I vantaggi sarebbero stati il superamento per tre anni dei vincoli del patto di stabilità e avere per dieci anni incentivi importanti che ci avrebbero permesso di fare importanti opere per il paese. Suvereto non ha un euro di debito, ma ho la sensazione che abbiamo perso un’opportunità».

Quali sono i fattori che più hanno giocato nella sconfitta del Sì? «Suvereto – sostiene Pioli – ha un senso dell’identità fiero e radicato, ma questo gli fa correre il rischio di chiudersi in se stesso e non fargli prendere i treni che passano».

«C’è stata inoltre poca disponibilità di tempo per spiegare le ragioni della fusione, ma i tempi sono stati dettati dalla regione e dalla opportunità di non lasciare aperta questa vicenda fino alle prossime elezioni amministrative. Credo poi abbia pesato il fatto di non essere riusciti a spostare il dibattito. Il confronto sui problemi non c’è stato e dall’altra parte si è preferito creare un clima molto duro ed ideologico. Questo non inficia naturalmente il parere espresso dai cittadini, che è sacrosanto e va rispettato».

«Dimettermi? Ho fatto il mio dovere di amministratore e non ho intenzione di farlo. Per le dimissioni dei sindaci ci sono i consigli comunali. Continuerò invece a lavorare per affrontare questo e gli altri problemi del paese, cominciando, dall’emergenza di San Lorenzo». (g.p.)

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