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Stop alle trasferte dei medici reperibili

Stop alle trasferte dei medici reperibili

Sciopero della Uil dal 18 ottobre al 17 novembre contro l’impoverimento dei servizi specialistici a Villamarina

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PIOMBINO. «Dal 18 ottobre al 17 novembre bloccate tutte le attività fuori sede». La Uil chiama i medici di Villamarina a raccogliere questa forma di protesta. Niente più reperibilità su Livorno. Nè turni aggiuntivi in sala operatoria o ambulatoriale al di fuori delle mura dell’ospedale piombinese.

E’ questa la mossa successiva allo sciopero di zona proclamato nei giorni scorsi dalla stessa organizzazione sindacale. Che documenterà, in un’assemblea pubblica (martedì 22 ottobre alle 10, salone conferenze Villamarina) i dati sulle prestazioni che i cittadini ricevono ogni anno al di fuori della Val di Cornia. Duemilacinquecento ogni anno. Circa 4 milioni di risorse pubbliche sottratte alle famiglie e ai consumi. Come se 300 lavoratori si ritrovassero all’improvviso senza salario.

«Invece - a dirla con le parole del segretario provinciale Paolo Camelli - la direzione continua a privare Villamarina di funzioni importanti, appannaggio di Livorno che altrimenti rischia di non raggiungere, nelle specialistiche, i numeri per l’accreditamento. Per far sopravvivere Livorno, fagocitano Piombino e Cecina».

Camelli parla di input regionali. «In tutta la Toscana sta scoppiando il piano dei piccoli ospedali. Piombino e Cecina, però, non possono essere definiti tali», afferma il sindacalista.

«E’ così impossibile ammettere - domanda Camelli alla direzione - che il pricipale problema della nostra rete ospedaliera riguarda proprio il miglior funzionamento dei cosiddetti ospedali zonali i quali, se messi in condizioni di rispondere alla domanda di primo livello, potrebbero dare un contributo rilevante all’appropriata attività degli ospedali maggiori»?

Da qui la protesta, con il blocco delle attività che i nostri medici hanno già iniziato ad eseguire all’esterno. E’ il caso di otorino.

Questa situazione, secondo Camelli, non ha niente a che fare con la mobilità. Va in direzione contraria al buonsenso, alle regole contrattuali e alla normativa. La stessa normativa che richiede l’intervento del reperibile entro mezz’ora dalla chiamata. «Nè da Cecina, tantomeno da Piombino, il medico può raggiungere Livorno entro il termine previsto e calarsi in una realtà operativa che ignora», prosegue il sindacalista. «L’azienda - chiude - ha annunciato per dicembre un nuovo progetto organizzativo. E allora dia una prova di coerenza: fermi tutte le azioni che contrastano con gli accordi precedenti. Invece, sentiamo parlare della riapertura di 14 posti in cardiologia a Cecina e di 6 a Villamarina, destinati, evidentemente, alla stabilizzazione dei pazienti. Intanto, si tolgono pezzi importanti alla specialistaca puntando a trasformare i due ospedali in megaprontosoccorsi». (v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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