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Esplode la passione della bici in città ma mancano le piste
L’assessore Francini: le faremo dopo il ripristino delle frane Intanto in pochi rispettano le regole di sicurezza sulle strade
PIOMBINO. L’irresistibile passione delle due ruote. Esplosa un po’ ovunque qualche anno fa, non ha fatto fatica a imporsi anche da noi. Ecologica, salutare, ideale per i piccoli spostamenti (nonché indubbiamente economica), la bicicletta è entrata nelle abitudini quotidiane di centinaia di persone di tutte le età: dai piccoli, che imparano prestissimo a maneggiarla e a utilizzarla anche con una certa disinvoltura per le vie della città, fino alle persone anziane, che si dividono tra le biciclette tradizionali e quelle elettriche, particolarmente utili per chi abita in zone lontane dal centro o con qualche salita in più.
«È vero – conferma la comandante della polizia municipale Angela Galeazzi – la percezione, pur senza avere numeri precisi, è che a Piombino ci siano sempre più biciclette». Certo, un po’ di educazione stradale in più, osserva la comandante, non guasterebbe: da sempre, spiega, i ciclisti sono abituati a fare un po’ come credono, spesso dimenticandosi che dovrebbero seguire il codice della strada allo stesso modo delle automobili.
Bici che sfrecciano sui marciapiedi, altre che passano indisturbate sotto i Portici. «Generalmente i pedoni non ci fanno delle segnalazioni a questo proposito – specifica Galeazzi – ma quando a noi vigili capita di dover fermare qualcuno, il più delle volte qualche ragazzo, che si comporta così, la risposta è che per esempio a Pisa nessuno dice nulla. Ed è vero: questo tipo di atteggiamenti nelle grandi città è frequente e soprattutto tollerato».
Qualche volta, al contrario, accade che sia un automobilista a prendere in scarsa considerazione il fenomeno bici e a non prestare troppa attenzione, magari aprendo la portiera della propria auto in prossimità del passaggio del malcapitato ciclista.
«Episodi del genere – aggiunge Galeazzi – sicuramente accadono, ma non sono all’ordine del giorno, o comunque non sono tali da richiedere il nostro intervento».
Eppure tutto questo potrebbe far pensare che anche i piccoli incidenti o i comportamenti non troppo ortodossi sarebbero meno frequenti se la città fosse in grado di dare una risposta diversa al boom della bici. Sostanzialmente, con un numero maggiore di piste ciclabili.
A quelle già realizzate negli anni scorsi (via Amendola, via Pascoli e via Padre Giustino Senni) avrebbero già dovuto aggiungersi i prolungamenti di piazza Manzoni e Lungomare Marconi.
«Certamente provvederemo – risponde l’assessore ai Lavori Pubblici Lido Francini – però prima è inevitabile dare priorità agli interventi sulle frane, che hanno colpito, tra gli altri, anche i due punti dove dovevamo realizzare questo genere di opere.
Una volta provveduto al restauro dello waterfront, torneremo anche su questo punto». Del resto, risale ormai alla fine del 2008 il protocollo d’intesa che i sindaci di Piombino, Follonica e Scarlino avevano firmato per un progetto congiunto di mobilità ciclabile: l’iniziativa “Bicingolfo” prevedeva la creazione di un percorso ciclabile intercomunale tra il porto turistico di Scarlino, la stazione ferroviaria di Follonica e il Parco della Sterpaia, allo scopo di favorire l’uso alternativo della bici rispetto all’automobile. Una delle tante iniziative, però, che la crisi economica degli anni successivi ha costretto a mettere da parte.
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