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«Fusione calata dall’alto, i servizi sono in pericolo»

«Fusione calata dall’alto, i servizi sono in pericolo»

L’ex sindaco Rossano Pazzagli è contrario: «Qui diminuirebbe la democrazia» Sul fronte del no anche Parodi (Ups): «Una proposta sciagurata e ridicola»

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SUVERETO. Proprio non ci stanno a fondere Suvereto con Campiglia. Quelli del fronte del no temono di perdere identità, servizi, autonomia. Non sentono alcuna affinità con Campiglia o Venturina, anzi temono proprio questa commistione di realtà secondo loro profondamente diverse. Lo dice chiaro e tondo l’ex sindaco Rossano Pazzagli, docente universitario: «Per me la fusione è una proposta calata dall'alto che ha già fatto dei danni - attacca Pazzagli - ha diviso territori e cittadini, facendo rinascere sterili campanilismi, e ha minato la credibilità dei sindaci. Mi chiedo come faranno ad andare avanti se perderanno il referendum dopo aver fatto un mare di promesse. Sono contrario alla fusione perché sarebbe una scelta irreversibile, che danneggerebbe le realtà più piccole e allontanerebbe i servizi e le istituzioni dai cittadini. Essa creerebbe un comune troppo esteso (176 kmq), con al suo interno caratteri e modelli economici inconciliabili. Dal punto di vista economico Suvereto ha infatti un modello basato sull'agricoltura, il paesaggio, il turismo e il piccolo commercio, mentre nel comune di Campiglia si è affermata - specie a Venturina - una economia più speculativa a elevato impatto ambientale: cave, capannoni industriali, centri commerciali, urbanizzazione spinta. Con la fusione il modello "forte" di Venturina si mangerebbe tutto.

Per Pazzagli non c’è dubbio: la fusione significherebbe la cancellazione del comune di Suvereto «e un posto senza comune perderebbe chiaramente di importanza, la sua immagine appassirebbe, la promozione sarebbe danneggiata, i servizi diminuirebbero. Un comune è demograficamente più grande, l'altro piccolo. Ciò significa che Suvereto perderebbe rappresentanza nella nuova amministrazione, riducendo al minimo le sue possibilità di eleggere rappresentanti propri. Quindi diminuirebbe la democrazia. Sarebbe un'annessione più che una fusione».

Lo slogan dell’ex sindaco Pazzagli è «difendiamo il comune votando no e poi governiamolo meglio, non chiudendoci ma collaborando con gli altri: autonomi e insieme, è questa la via maestra. Nessuna legge obbliga alla fusione, né ora né dopo, chi lo dice fa solo propaganda. L'esperienza dimostra che i piccoli comuni costano poco e sono vicini ai cittadini, mentre quelli grandi sono più costosi, più lontani e meno trasparenti».

Al fianco di Pazzagli anche Giuliano Parodi, consigliere di Ups, che definisce «sciagurata» la proposta di fusione. «Gli amministratori hanno perso credibilità - dice Parodi - nel 2009 tutti i sindaci della Val di Cornia si erano presentati ai loro elettori con un programma specifico e sulla base di quello hanno raccolto i consensi. In quel programma si parlava di Unione dei comuni: non sono stati in grado di realizzarla e ora scaricano il loro fallimento politico in questa fusione azzardata e frettolosa».

Definiti «pure chimere» gli incentivi, Parodi ribadisce che «i comuni piccoli costano poco e funzionano meglio essendo ridotta la distanza tra cittadini e amministratori. Sventolare la bandiera dei tagli dei costi della politica eliminando la rappresentanza del comune di Suvereto è operazione a dir poco ridicola. Basti sapere che in un anno tra indennità per sindaco, quattro assessori e dodici consiglieri il comune di Suvereto spende meno di 40mila euro (più o meno quello che un solo parlamentare percepisce in 3 mesi)»

«Gli amministratori - aggiunge Parodi - parlano di costruire un comune unico per attuare risparmi ed erogare migliori servizi ai cittadini, ma non dicono come farebbero tutto questo. E soprattutto, se hanno la percezione che i loro comuni adesso non funzionano bene, potrebbero intervenire subito, altrimenti così facendo ammettono il loro fallimento. Vedere i sindaci a fine mandato (tra sei mesi ci saranno nuove elezioni) affondare la nave che hanno guidato per anni invece di difenderla e condurla in porto è veramente triste».(a.d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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