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In fila per il sussidio, centro per l’impiego preso d’assalto
Centinaia di persone in via Hugo per la disoccupazione Il caos causato dalla variazione delle procedure
PORTOFERRAIO. Duecentottanta persone in fila martedì, 180 il giorno dopo. Solo perché il centro per l’impiego ha deciso di mettere un numero chiuso. Tutti in coda fin dalla prima mattina, alcuni sono arrivati addirittura alle 3 di notte, per attivare le procedure per la disoccupazione. Ma, vuoi per l’alto numero di persone rimaste senza lavoro, vuoi per gli impicci burocratici dovuti alla sovrapposizione delle domande per la disoccupazione breve e per quella standard, al centro per l’impiego in via Victor Hugo si è creato il caos.
Fila interminabile. Buona parte delle persone in fila sono i lavoratori stagionali che, terminato il lavoro il 30 settembre, cercano di ottenere il sussidio di disoccupazione. Per loro è una corsa contro il tempo, per aver la documentazione nei pochi giorni a disposizione. L’appuntamento in questi giorni è al centro per l’impiego di Portoferraio. La sveglia è all’alba per andare a fare la fila ma c’è anche chi si sveglia molto prima a arriva alle scale in Via Victor Hugo già dalle 3 di notte per essere tra i primi all’apertura degli uffici. Una situazione caotica, conseguente ai nuovi obblighi burocratici che prevedono la richiesta di disoccupazione entro sette giorni dal licenziamento, unendo le domande di disoccupazione breve a quella ordinaria, provocando un affollamento senza eguali, a causa della concentrazione delle domande in pochi giorni in un territorio come quello elbano dove l’occupazione stagionale ha senza ombra di dubbio numeri importanti.
Negli ultimi due giorni sono state centinaia le persone che hanno atteso il loro turno per entrare agli uffici del centro. Il primo giorno hanno sfiorato i 300, tutti ammassati tra le scale dell’ex ospedale e la via. La giornata è lunga e le tensioni non mancano. Il primo giorno infatti c’è chi, arrivato a metà mattinata ha tentato di scavalcare la fila provocando la furia di chi da ore spettava il suo turno, scandito dai numeri in sequenza che sono consegnati all’ingresso delle scale. Il tentativo maldestro ha fatto in modo che alcune persone in fila si rivolgessero alla polizia, intervenuta per calmare gli animi e soprattutto far capire che i turni di arrivo devono essere rispettati a costo di passare sulle scale del centro per l’impiego tuta la giornata come è successo a qualcuno.
Nessuna differenza. Non ci sono distinzioni né favoritismi nell’esercito dei disoccupati. Ci sono elbani, italiani, europei, extracomunitari, giovani e meno giovani donne e uomini tutti in attesa di ottenere quella che per alcuni rappresenta l’unica entrata sicura nei prossimi mesi invernali. Stessa fila ieri mattina, stessa ondata di persone che devono aprire un varco per lasciar passare le auto ma che allo steso tempo devono anche mantenere la posizione acquisita per accedere agli uffici. Qualcuno tenta di evidenziare la situazione di estremo disagio che i disoccupati devono affrontare, ma non è meglio all’interno degli uffici gli addetti lavorano a ritmo serrato fino a fine della giornata senza pausa, per poter evadere tutte le richieste. Anche ieri gli uffici sono rimasti aperti ben oltre gli orari di chiusura.
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