Il Tirreno

Lucchini, il ministro Zanonato delude tutti

di Giorgio Pasquinucci
Lucchini, il ministro Zanonato delude tutti

Piombino: le risposte al question time sulla siderurgia preoccupano l’onorevole Silvia Velo, i sindacati e il sindaco Anselmi

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PIOMBINO. La vicenda della Lucchini è approdata mercoledì alla Camera durante il question time con il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, che ha risposto a un’interrogazione di Gianluca Benamati, rappresentante del Pd nella commissione attività produttive, e di Silvia Velo, vicepresidente del gruppo parlamentare.

Non molto rassicuranti le risposte del ministro alla richiesta di un intervento urgente per salvare la siderurgia ed assicurare la continuità produttiva della Lucchini e dell’Ilva. Il governo sta lavorando in raccordo con le iniziative messe in campo dall’Europa – ha sostanzialmente detto Zanonato – ricordando che il piano per la siderurgia predisposto dal vicecommissario Tajani andrà in discussione oggi. Non è andato molto oltre le informazioni già note sul programma presentato dal commissario straordinario della Lucchini Nardi che, sulla base di alcune manifestazioni d’interesse ricevute per gli asset del Gruppo prevede una vendita cessione separata degli stabilimenti di Piombino, Lecco e Trieste. Per la Ferriera di Servola ha confermato l’interesse all’acquisto da parte del Gruppo Arvedi.

«Non abbiamo più tempo – ha replicato l’onorevole Velo – La chiusura dell’altoforno a Piombino a novembre potrebbe procurare subito la sospensione di 1.500 lavoratore mettendone a rischio almeno altri 2.000. Ha quindi chiesto la convocazione del tavolo delle siderurgia che, ha ricordato, si è riunito solo una volta in tre mesi. Velo ha chiesto quindi «interventi urgenti per garantire la continuità produttiva e stimolare produttori e consumatori dell’intera filiera dell’acciaio.

«Mettiamoci subito al lavoro – ha concluso anche chiedendo gli interventi delle Banca europea per gli investimenti (Bei) e della Casa depositi e prestiti per sostenere investimenti innovativi. Ma non perdiamo più tempo».

Sulle risposte del ministro si è dichiarato insoddisfatto anche il sindaco Gianni Anselmi. Intanto i sindacati stanno organizzando lo sciopero generale di zona e la manifestazione del 3 ottobre alla presenta dei tre segretari nazionali Raffaele Bonanni, Susanna Camusso e Luigi Angeletti. La parola d’ordine della manifestazione sarà: “L’altoforno non deve chiudere”.

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