Italia
Medici in mobilità, sciopero all’ospedale
PIOMBINO. Sciopero nel presidio ospedaliero di Piombino e nella Zona Val di Cornia. La mobilitazione interesserà tutto il personale medico e del comparto della Zona Val di Cornia nei giorni...
PIOMBINO. Sciopero nel presidio ospedaliero di Piombino e nella Zona Val di Cornia. La mobilitazione interesserà tutto il personale medico e del comparto della Zona Val di Cornia nei giorni successivi all’8 ottobre.
«Le ragioni dello sciopero – spiega il segretario della UilFpl Livorno Paolo Camelli – si riferiscono a decisioni dell'azienda che mettono in mobilità obbligatoria i medici delle specialistiche chirurgiche di Villamarina costretti a fare turni di pronta disponibilità, di ambulatorio e di sala operatoria e Livorno. In contemporanea – aggiunge Camelli – l'azienda sposta l'utenza a Livorno; accade per otorino, urologia, ortopedia».
In sostanza, sottolinea il segretario, si svuota Piombino.
Così Camelli ha scritto all’Asl 6 , alla Regione e al prefetto; oggetto, la revoca della firma dall'accordo riorganizzazione e conseguente dichiarazione di preavviso di sciopero. «Si è svolto l'incontro al tavolo della dirigenza medici – racconta Paolo Camelli – convocato per continuare il confronto sull'istituto della pronta disponibilità nei servizi ospedalieri ed ambulatoriali specialistici aziendali».
Di nuovo la discussione si è concentrata su otorinolaringoiatria. «L'azienda – ricorda Camelli – ha ritenuto opportuno concludere il confronto riassegnando al direttore dell’unità operativa Talini la responsabilità di elaborare e firmare una turnazione che preveda lo spostamento di 2 medici da Piombino a Livorno per 1 o 2 giorni settimanali. La pur nobile motivazione data dalla opportunità formativa che questa decisione consentirà ai 2 medici – dice – non può attenuare il fatto che tale decisione verrà assunta in aperto contrasto con il Contratto nazionale di lavoro. Evidente – prosegue – che la decisione assunta dall'azienda a conclusione dell'incontro si inquadra in un contesto programmatorio che vede la concentrazione delle attività specialistiche presso l'ospedale di Livorno e dunque assume un significato generale attinente la riorganizzazione aziendale seppure in un quadro di assoluta assenza di specifiche direttive regionali e/o di area vasta».
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