Il presidio
“Cadavere squisito” tra sangue e gelosia un pieno d’emozioni
PIOMBINO. Al suo sesto romanzo Luigi Carletti, giornalista e scrittore piombinese, conferma la nuova strada intrapresa nel proprio cammino letterario: dal giallo-pulp degli inizi (“Giuramento Etrusco”...
PIOMBINO. Al suo sesto romanzo Luigi Carletti, giornalista e scrittore piombinese, conferma la nuova strada intrapresa nel proprio cammino letterario: dal giallo-pulp degli inizi (“Giuramento Etrusco” e “Una traccia nella palude”), passando per il romanzo di formazione (“Alla larga dai comunisti” e in qualche modo anche “Lo schiaffo”), entra con passo sempre più deciso nel noir (genere sperimentato in “Prigione con piscina”, successo editoriale del 2012 tradotto e pubblicato con ottimi risultati anche in Francia), con “Cadavere squisito”, appena uscito in libreria (Mondadori, euro 15,90).
Il nuovo romanzo di Carletti è centrato sulla figura di Nicola Maria Sadler, detto Niki, 40enne mago della comunicazione e della pubblicità. Un uomo stimato, ammirato, invidiato. Ma la cui vita è piena d’ombre, per un passato doloroso che si riaffaccia con continui flashback e un presente amaro, per una vita professionale in cui non si riconosce più, ma soprattutto per la misteriosa scomparsa di Dora, una pittrice di dieci anni più giovane, con cui ha condiviso una storia fatta di sensualità e gelosia.
Solo che Niki non ricorda più nulla di quanto è successo, nemmeno sa dire se davvero la sua donna se n’è andata o se è successo qualcosa di diverso. Così, mentre il protagonista si avvita nei ricordi e nelle paranoie allontanandosi sempre più dal suo mondo dorato, si ritrova improvvisamente coinvolto nelle indagini di una giovane giornalista e di un (apparentemente) mediocre ispettore di polizia, entrambi al lavoro sulla sparizione di Dora e sull’omicidio di un giovane vicino di casa che con la donna, forse, aveva una relazione. Una storia che avvince intrecciandosi con altri misteri, come quello di un’anziana vicina che forse sa più di quel che dice, mentre pagina dopo pagina il mistero si chiarisce, e seguendo il filo di un quadro, “cadavere squisito”, appunto, arriva a un imprevedibile finale.
Una storia intricata ed emozionante, scritta con quel linguaggio amaro e disincantato che, intorno a un soggetto giallo, in fondo racconta il male di vivere dei nostri giorni: quel linguaggio che sembra diventato la cifra della maturità letteraria di Carletti.
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