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Bòtte a un poliziotto, patteggia
Cinque minuti di follia dopo la lite per motivi di viabilità
PIOMBINO. Cinque minuti di follia sono costati caro a un operaio 40enne, incensurato, che per un diverbio legato alla viabilità, ha pestato un poliziotto a calci e pugni: Gabriele Mascia ha trascorso due notti nella camera di sicurezza del commissariato di via Ferrer, poi nel processo per direttissima a Livorno ha riconosciuto le proprie responsabilità patteggiando una pena di 100 giorni di reclusione, con la sospensione condizionale. Inoltre, essendosi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti necessari a stabilire se avesse fatto uso di alcol o di stupefacenti, si è visto sospendere la patente e mettere l’auto sotto sequestro.
L’episodio è accaduto nel pomeriggio di sabato in via Petrarca, quando qualcuno ha telefonato al 113 per segnalare una lite tra due persone in strada, così che la volante è arrivata sul posto in pochi istanti. «Gli agenti – secondo la ricostruzione della polizia – hanno trovato numerose persone all’altezza del semaforo, angolo via Vittorio Veneto, che indicavano un uomo come aggressore di un automobilista. Vista la presenza di numerose persone e temendo per l’incolumità dell’aggressore, l’uomo veniva invitato a salire a bordo dell’auto di servizio, ma a quel punto minacciava anche un testimone dicendogli di non parlare altrimenti gli sarebbe finita male».
A terra c’era un uomo col viso tumefatto e coperto di sangue, così che gli agenti hanno faticato a riconoscere in lui un loro collega, un sovrintendente in servizio al commissariato, soccorso e trasportato al pronto soccorso da un’ambulanza: per lui frattura delle ossa nasali, contusioni a uno zigomo e alla regione parietale, distrazione del rachide cervicale, con una prognosi di 25 giorni. Mascia è stato subito portato in commissariato, poi il sostituto procuratore Antonella Tenerani ne ha disposto l’arresto in attesa del processo per direttissima.
Cinque minuti di follia, dunque, tanto è durato l’episodio che, sempre secondo la ricostruzione della polizia, era iniziato in viale Unità d’Italia, quando la Toyota del sovrintendente aveva tagliato la strada all’auto dell’operaio costringendolo a una manovra pericolosa. Per questo motivo poi l’uomo aveva inseguito l’auto del poliziotto raggiungendola in via Petrarca e fermandosi dietro la Yaris con una brusca frenata. Il poliziotto è sceso dall’auto per chiedere spiegazioni ma l’operaio lo ha colpito subito al volto, continuando anche quando l’uomo è finito a terra, tramortito dal primo colpo in faccia.
A Livorno l’avvocato dell’operaio ha chiesto il patteggiamento al quale il giudice lo ha ammesso riconoscendogli le circostanze generiche per lo stato di incensuratezza, considerata anche la piena ammissione delle proprie responsabilità.(cloz)
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