Il Tirreno

Unicoop s’impegna per difendere tutti i posti di lavoro

di Cecilia Cecchi
Unicoop s’impegna per difendere tutti i posti di lavoro

Anche qui consumi in discesa e più cura negli investimenti In Campania solo il negozio di Afragola ancora in sciopero

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Più tempo per trattare, per ridiscutere i passaggi dell’ultima proposta (riduzione monte ore part time, ma salvataggio di tutti i posti di lavoro) sul tavolo quando la trattativa si è interrotta. Unicoop conferma che, fino alla prima settimana d’ottobre, non succederà nulla. Ieri - dopo lo sciopero indetto per partecipare alla manifestazione di protesta tra Riotorto e Livorno contro i licenziamenti - hanno riaperto quattro dei cinque negozi in Campania, ovvero Quarto, Avellino, Napoli Arenaccia e Santa Maria Capua Vetere. Ancora con serrande abbassate Afragola, il più colpito dai tagli: 225 su 250 (contro 8 ad Avellino, 5 a Quarto, 2 ad Arenaccia).

«La storia di Unicoop Tirreno in Campania parte dagli anni Novanta – ricorda il presidente Marco Lami – per rafforzare la leadership della cooperazione al consumo con un consistente sviluppo nel Meridione e salvare una cooperativa già compromessa».

Utile l’incontro di giovedì scorso? «Difficile valutare – spiega Lami – Ci sembrava giusto confrontarci con questi lavoratori, dare una sponda per cercare di tenere aperto il dialogo. Ci siamo sforzati di essere chiari e ribadire i vincoli e i punti cardine della situazione. In Campania abbiamo sostenuto lo sviluppo – sottolinea – con oltre 200 milioni di euro, ripianando perdite via via crescenti: 80 milioni negli ultimi cinque anni, con un trend di peggioramento di 11-12 milioni annui, tali da incidere nel tempo sull’equilibrio dell’intera cooperativa se non arrestate. Negli anni una perdita così non può essere riferita alla sola gestione quando anche altre grandi catene come Carrefour o Auchan sono in piena difficoltà». Perché, dunque, non accettare (come hanno fatto queste catene) il programma di salvataggio della Regione?

«Per non rinviare il problema di due anni – chiarisce Lami – e trovare la via di mettere in salvo tutta la rete vendita, Afragola compresa. Appunto contenendo le perdite fino a un 2/3% del fatturato, contro l’attuale 13-15%. Vista la necessità di fare un risparmio importante, così come farebbe qualunque azienda che investe – dice – ci siamo concentrati sul personale, sulla riduzione del monte ore. Certo una soluzione non esaustiva ma un primo passo importante per arrivare a contenimento delle perdite, salvando tutti».

Il negoziato si è fermato qui.Del resto come poteva Unicoop investire ancora visto che anche qui i consumi sono in flessione, pensando pure alla salvaguardia dei soci risparmiatori?

Così si è passati alla proceduta di mobilità per i 250 (già conclusa). «Quest’ultima con Coop Estense e Coop Adriatica è stata la terza proposta di soluzione avanzata – conclude Lami – Bisogna vedere se c’è più consapevolezza della situazione per trovare una possibile condvisione che porti, poi, a una soluzione duratura. Con gli ammortizzatori si ritardava soltanto. Mentre va avviato un valido contenimento delle perdite, che metta davvero al sicuro il futuro di tutti i dipendenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web