Il Tirreno

Un’esecuzione di sfratto ora costa 84 euro

Un’esecuzione di sfratto ora costa 84 euro

Prima se ne spendevano 17, aumento del 500% delle tariffe per le trasferte degli ufficiali giudiziari

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PORTOFERRAIO. La giustizia è uguale per tutti, ma per i cittadini elbani costa molto di più. Merito, si fa per dire, della soppressione della sede distaccata del tribunale di Portoferraio e dell’accentramento a Livorno di tutti gli ufficiali giudiziari, compreso quello fino a pochi giorni fa di stanza all’Elba. Il risultato? Per eseguire uno sfratto, piuttosto che un pignoramento presso terzi la tariffa (comprensiva dei costi della trasferta più i diritti) passa da poco più di 17 euro a oltre 84. Un aumento - a carico degli avvocati e, a cascata, dei cittadini che pagano la parcella - è di quasi 70 euro.

Cara mia giustizia. Dopo la chiusura della sede distaccata di Portoferraio e il trasferimento degli ufficiali giudiziari a Livorno una trasferta per un’esecuzione di uno sfratto (così come per tutti i casi di pignoramento) viene a costare 77,70 a cui si aggiungono i diritti che oscillano tra i 4 e i 7 euro. Il 13 marzo scorso la stessa procedura costava 17,41 euro, cifra comprensiva di trasferta e diritti. La tariffa, sia chiaro, è solo per Portoferraio, dal momento che per gli altri comuni elbani si applicherà un sovrapprezzo, legato al chilometraggio più elevato che dovrà compiere l’ufficiale giudiziario. E se si tiene conto che nel caso della convalida di uno sfratto il giudice in genere concede un rinvio dopo il primo accesso, ecco che la cifra per l’esecuzione raddoppia, fino a superare i 160 euro. Le somme vengono pagate dagli avvocati a Livorno, al momento della convalida dell’atto. E, chiaramente, a dover sostenere l’impennata delle tariffe saranno i cittadini. Ma non è tutto: qualora, come accade spesso, il cliente chiedesse una procedura di esecuzione urgente, il prezzo salirebbe fino a 116 per la trasferta. Gli aumenti, è ovvio, metteranno in difficoltà anche gli avvocati che, presumibilmente, dovranno chiedere dei cospicui anticipi ai clienti, per poter sostenere le procedure.

L’inferno continua. E mentre si scopre il lato oscuro della riforma, continuano i giorni di fuoco al tribunale a Livorno. Ieri l’avvocato Cesarina Barghini, alle 9,40 di mattina per una convalida, ha trovato 45 persone in fila prima di lei. Questo perché gli uffici faticano ad assorbire le pratiche di Cecina, Piombino e Portoferraio, oltre al carico di lavoro di Livorno. Quanto alle notifiche urgenti, gli avvocati non possono presentarsi dopo le 9 di mattina: ciò vuol dire che i legali saranno obbligati a prendere il traghetto delle 5. Il paradosso è che, appena apposta la firma a Livorno, la notifica riparte immediatamente - quasi in modo beffardo - per l’Elba, portata dall’ufficiale giudiziario. (lu.ce.)

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