Il presidio
Un viaggio di oltre 10 ore per 5 minuti di udienza
Gli avvocati raccontano il primo giorno nella sezione civile del tribunale livornese Per uno sfratto il legale arriva alle 9,30 ed è al 46° posto nella lista di attesa
PORTOFERRAIO. Dieci ore perse per un’udienza di cinque minuti. Sembra uno scherzo e invece è quanto è accaduto ieri mattina, in occasione della prima procedura di sfratto da attuare dopo la soppressione della sede distaccata del tribunale di Portoferraio. Da ieri, infatti, i cittadini elbani non possono più rivolgersi agli uffici di via Guerrazzi ma, in seguito alla riorganizzazione della geografia giudiziaria, devono fare riferimento al tribunale di Livorno, sezione civile, in via de Larderel.
Così, ieri mattina, l’avvocato Giorgio Retali, in rappresentanza del proprietario dell’abitazione per cui si richiede lo sfratto, è partito da Portoferraio con il traghetto delle 6,30, per raggiungere la sede del tribunale livornese. Stesso viaggio compiuto dal cittadino che ha ricevuto l’intimazione dello sfratto. Tra nave ed auto il legale ha impiegato circa tre ore per arrivare in tribunale, dove ha dovuto attendere che il giudice lo chiamasse per l’udienza. Ma l’attesa non si può certo definire normale. L’avvocato è stato inserito, alle 9,30, al 46° posto nella lista d’attesa nella quale erano state inserite le udienze per sfratto di Livorno, Portoferraio, Cecina e Piombino. Il risultato? Per poter incontrare il giudice l’avvocato e il cittadino “intimato” hanno dovuto attendere fino alle 14,40, ovvero più di cinque ore dall’arrivo in tribunale. Ma il paradosso sta tutto nel tempo speso in udienza. L’inquilino ha infatti richiesto al giudice il termine di grazia e, quindi, l’udienza è terminata nel giro di cinque minuti. Una procedura lampo, al termine della quale sia il legale rappresentante dei proprietari dell’abitazione che l’inquilino sono dovuti ripartire per l’Elba compiendo il tragitto inverso. Auto, traghetto fino all’arrivo sull’isola nel tardo pomeriggio. Il tutto per un viaggio, tra trasferimento e attesa, di oltre 10 ore.
Del resto le perdite di tempo e i costi a carico dei cittadini per i trasferimenti sono i disagi più evidenti che sia gli avvocati che i sindaci elbani hanno cercato di fare presente al ministro della Giustizia Cancellieri, chiedendo una deroga per la sede di Portoferraio. Ma i tentativi, fino ad oggi, si sono rivelati vani. Vediamo se mercoledì i sindaci avranno più fortuna: sono attesi a Roma per un incontro con i parlamentari organizzato dall’Ancim.
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