Il presidio
«Ci levate tutto, siamo rimasti in mutande»
I primi cittadini protestano così contro il taglio: siamo stufi di dover lottare per difendere i nostri diritti
PORTOFERRAIO. Undici mesi fa erano saliti sul tetto dell’ospedale con indosso le fasce da sindaco. Un gesto estremo per difendere la sanità dell’isola d’Elba. Nessuno si sarebbe mai aspettato che, neanche un anno dopo, il gesto sarebbe stato ancor più forte. E con un bella quantità di ironia, qualità che all’Elba non manca di certo. Ieri mattina, appena terminato il corteo per la difesa della sede distaccata del tribunale di Portoferraio, è andata in scena la consegna della mutanda. Marca “Navigare” che, per un’isola, è per lo meno appropriata. Protagonista della protesta singolare, Anna Bulgaresi, sindaco di Marciana. Al suo fianco i colleghi. «Queste sono le uniche cose che rimangono all’Elba – ha detto il sindaco Bulgaresi con le mutande in mano – oggi consegniamo anche queste, col simbolo dell’Elba, e così magari qualcuno ci ascolterà. Abbiamo fatto manifestazioni per tutto, io mi sono anche vergognata di mettermi questa fascia tricolore. Siamo stufi di dover lottare per tutto».
Il taglio della sede distaccata del tribunale va, per i sindaci dell’isola, a ledere i diritti fondamentali dei cittadini. «Se non dobbiamo essere italiani ce lo dicano – ha concluso con durezza la Bulgaresi – noi siamo particolari, abbiamo una realtà che è diversa da tutti, ci siamo stancati di dover lottare sempre per avere i nostri diritti». Le mutande, terminato il discorso, sono finite nella busta con tutti i certificati elettorali riconsegnati dagli avvocati.
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