Il Tirreno

Toghe in piazza, ma il tribunale trasloca

di Luca Centini
Toghe in piazza, ma il tribunale trasloca

Trasferiti altri fascicoli, lunedì udienze a Livorno. E Peria è pessimista: «Game over, ora un gesto forte e unitario»

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PORTOFERRAIO. Il bagagliaio della macchina è aperto. Gli addetti sistemano in modo meticoloso i fascicoli, rimossi dagli scaffali e dagli archivi della sede distaccata di Portoferraio. Poi toccherà alle attrezzature e al personale (nove persone rimaste tra cancelliere, funzionari, assistenti e ufficiali giudiziari) che, già da lunedì, sarà riassegnato nelle sedi di Livorno.

Il trasloco è ripreso negli uffici di via Guerrazzi dopo l’interruzione dettata dalla sentenza del Tar del Lazio che aveva imposto lo stop al trasferimento dei documenti prima dell’entrata in vigore del decreto, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati. Le immagini di quei faldoni sistemati nell’auto, pronti per essere trasferiti a Livorno, conta molto più delle parole. Delle speranze ormai racchiuse nella protesta disperata degli avvocati e dei sindaci e nell’incontro accordato dal ministro Cancellieri che nei prossimi giorni accoglierà una delegazione elbana.

Oggi, di fatto, è l’ultimo giorno di vita della sede distaccata del Tribunale. Solo un ripensamento del ministro, che di fatto non ancora firmato il decreto mettendo nero su bianco le deroghe concesse (il decreto è atteso il 24 settembre), potrà invertire la rotta in extremis. Ma le poche speranze fanno i conti con i fatti concreti, di certo più di semplici indizi. «Nonostante le rassicurazioni arrivate da importanti parlamentari, riportate da alcuni colleghi e le disponibilità al dialogo, riferite dall'Ancim, il tempo per la sezione distaccata del nostro tribunale è finito. Game over». Un concetto chiaro, lapidario, espresso dal sindaco di Portoferraio Roberto Peria che rende nota la mail ricevuta giovedì sera dall’amministrazione giudiziaria e inviata all’ufficio tecnico del Comune di Portoferraio. «Nella mail si annuncia lo spostamento di tutto il personale e di tutte le attrezzature – spiega Peria – in particolare viene richiesto il distacco della parte elettrica, dell'impianto di rilevazione delle presenze del personale, oltre al distacco dei microfoni con i relativi cavi di collegamento all'impianto di fonoregistrazione posto nell'aula penale». L’aria di dismissione si respirava già ieri. Il cancelliere e il resto del personale continuavano a svuotare gli scaffali. L’aula del tribunale completamente vuota, negli uffici solo parte del personale a sbrigare le ultime operazioni. Il tutto mentre, all’Elba, sta esplodendo la protesta, forse tardiva, con gli avvocati che stamani scenderanno in piazza a Portoferraio. «Serve un gesto forte, un'azione generosa e di tutti – spiega Peria – . Senza gesti di alto valore morale ed istituzionale, senza che siano soprattutto fatti da tutti noi, ogni altro intervento è inutile e velleitario. L'Elba superi il silenzio assordante di questi giorni, le contrapposizioni da pollaio e gli egoismi politici. O tornerà così indietro nei diritti fondamentali, da non poter guardare negli occhi i nostri figli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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