Il presidio
Progetti Asiu, Gelichi chiede la discussione in Consiglio
PIOMBINO. Il consigliere della lista civica Ascolta Piombino, Riccardo Gelichi, interviene a tambur battente sul progetto dell’Asiu per realizzare un impianto per la produzione di energia da solare...
PIOMBINO. Il consigliere della lista civica Ascolta Piombino, Riccardo Gelichi, interviene a tambur battente sul progetto dell’Asiu per realizzare un impianto per la produzione di energia da solare termodinamico nelle aree da bonficare della Lucchini.
«Leggiamo sul Tirreno – afferma il portavoce della Lista civica – che si consolida l’ipotesi di avviare un percorso progettuale per la costruzione di un impianto solare termodinamico da parte di Asiu. Indipendentemente dalla bontà dell’idea, siamo preoccupati per l’iniziativa presa da una società pubblica di servizi, come Asiu».
« La possibilità di svolgere le attività ventilate da Asiu addirittura come partner d’impresa – sostiene infatti Gelichi – lascia agevolmente presumere l’esistenza di una vocazione commerciale basata sul rischio di impresa, suscettibile di condizionare le scelte strategiche della società, distogliendola dalla cura primaria dell’interesse pubblico di riferimento».
«Aggiungiamo il fatto, che secondo giurisprudenza comunitaria ormai consolidata, in tema di house providing, quello che dovrebbe essere lo status sociale dell’Asiu, affinché si possa procedere ad un affidamento diretto in deroga alle procedure ad evidenza pubblica è necessario che l’ente affidante, in questo caso il Comune di Piombino, eserciti sulla società affidataria un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi».
«Quindi delle due una sola può essere la vocazione della società Asiu – sostiene Gelichi – o quella di società di servizi in House per conto del Comune, di Piombino, o quella di società con vocazione d’impresa, ma allora sì in questo caso dovrebbe farlo con soldi propri, e non con quelli dei cittadini».
«Del resto – prosegue – tali iniziative, come quelle annunciate sulla stampa dovrebbero passare dal consiglio comunale, sempre perché l’ente pubblico controllante, il Comune, dovrebbe esercitare poteri maggiori rispetto ai normali poteri garantiti dal diritto societario».
«Sarebbe auspicabile un passaggio in Consiglio per approfondire certe questioni – conclude – e non lo diciamo al presidente Murzi, che è sempre stato prodigo in termini di disponibilità relazionale, ma lo ribadiamo al Pd, che ci pare in questi casi un po’ distratto».
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