«Stop a offese e aggressioni verbali»
Il Pd suveretano critico anche per gli striscioni affissi su alcuni monumenti
SUVERETO. Stiamo entrando nella fase finale del confronto tra i comitati del “si” e del “no” per l’ipotesi di fusione tra i Comuni di Suvereto e Campiglia. Il Pd di Suvereto si è espresso, a maggioranza, a favore di tale ipotesi e tutt’oggi «conferma l’adesione alla proposta di fusione in quanto la ritiene rispondente a quelle che sono le ipotesi di riordino istituzionale che l’Italia sta lentamente ma inesorabilmente attuando e perché, nello specifico, permetterà di riuscire a garantire ai propri cittadini i servizi essenziali indispensabili, che ad oggi il comune fa fatica a garantire, evitando un’ ulteriore discesa della qualità della vita della nostra comunità».
Per il direttivo del Pd suveretano il dibattito «si sta sensibilmente scaldando e questo è un fatto estremamente positivo in quanto sintomo di forte interesse verso una scelta che influenzerà le istituzioni e la vita dei cittadini che le circondano; un confronto duro e aspro ma sempre e comunque dentro canoni di rispetto reciproco è utile a far crescere la conoscenza nell’individuo e ad arricchire di fatto i rispettivi comitati».
Il problema però, secondo il Pd, è «che questi canoni sono stati infranti da alcuni atti la cui bassezza rispecchia in pieno le persone che li hanno compiuti; primi su tutti sono le affissioni di stendardi e bandiere su alcuni dei monumenti più importanti di Suvereto quali: la Rocca, l’arco della porta e il palazzo comunale. Non tolleriamo che vengano deturpati monumenti di appartenenza pubblica e riteniamo giusto che tali atti vadano denunciati alle forze dell’ordine affinché vengano presi provvedimenti verso persone che in tal modo offendono Suvereto, e l’intelligenza e la dignità dei suveretani».
Pd polemico anche sull’assemblea di piazza Vittorio veneto, indetta dal Comitato del “no”, «dove si è registrato, a nostro parere, il livello di discussione più basso da alcuni mesi a questa parte; alcune persone che hanno provato ad esprimere la propria idea in modo rispettoso e pertinente, sono state aggredite e offese da alcuni presenti all’assemblea. Il modo con cui i coordinatori dell’assemblea non hanno cercato di fermare, se non in maniera blanda e poco credibile, tali scherni è abietto e scoraggiante. Quando si lede la libertà di espressione, forse è il caso di fermarsi a riflettere e non di mettersi a cavalcare l’onda con frasi strappa-applausi e battute meschine. Cerchiamo di riportare la discussione su un piano più elevato e affrontiamo la questione come Suvereto e i suveretani ci hanno abituato da sempre».
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