Il Tirreno

«Opere idrauliche quelle realizzate nel letto del Fosso»

di Paolo Federighi
«Opere idrauliche quelle realizzate nel letto del Fosso»

L’amministrazione comunale esclude si tratti di un abuso Ma Bertini del Forum insiste: «Quello è un marciapiede»

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SAN VINCENZO. Il caso del cemento sul letto del Fosso delle Prigioni continua a far discutere, a pochi giorni dal consiglio comunale in cui l’argomento sarà affrontato. Ad intervenire sulla vicenda è l’assessore all’urbanistica (e tra i maggiori candidati al ruolo di futuro sindaco) Alessandro Massimo Bandini.

Per Bandini non c’è alcun abuso, visto che si tratterebbe di opere di regimazione idraulica previste e volute dall’Autorità di bacino. Quello che per molti è un marciapiede, per Bandini, invece, è un muro di contenimento.

«Non esiste nessun abuso sul letto del fosso delle Prigioni – dice l’assessore – Quello è un intervento di regimazione idraulica previsto e voluto dall’Autorità di bacino ed effettuato dalla società “Olimpia”. È’ un’opera idraulica. Nel consiglio comunale del gennaio 2012, io non ho detto che si trattava di un abuso, ma ero sorpreso che l’ordinanza rilasciata dai nostri uffici parlasse espressamente di lavori per un sottopasso pedonale».

»È stato un errore del dirigente – prosegue – Quello non è un marciapiede, ma un muro di contenimento all’interno di opere che prevedevano anche vasche di espansione».

Per la cronaca, il dirigente che secondo Bandini avrebbe commesso l’errore è Giorgio Ghelardini, vice segretario generale e dirigente dell’area servizi generali.

Ma Nicola Bertini del Forum si oppone nettamente al punto di vista di Bandini, dichiarando che quello è un marciapiede davanti agli occhi di tutti, non previsto dal progetto di cui lo stesso Bandini mostrò e consegno i documenti al gruppo d’opposizione nel corso di quel consiglio comunale di oltre un anno e mezzo fa.

«Non era prevista alcuna opera simile – dichiara Bertini – Bandini, in consiglio, ci fece perfino vedere e ci consegnò i documenti del progetto, che non prevedeva assolutamente cose di tal fatta. Conservo ancora i documenti che l’assessore ci consegnò».

«Il progetto – insiste il rappresentante dell’opposizione – prevedeva la risagomatura del fosso, che ha coinvolto, tra l’altro, anche l’abbattimento di diverse piante. Poi è spuntato, non si sa perché, un marciapiede. Altro che muro di contenimento, quello è un marciapiede». Bertini aggiunge: «Vedremo cosa altro dirà l’assessore nel prossimo consiglio comunale».

A quasi due anni di distanza, quindi, il caso del cemento sul letto del fosso delle Prigioni non si chiude, anzi, si riapre e preannuncia di far parlare da sé a lungo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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