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lacona Dispiace per il gattino, non siamo terzo mondo Vorrei precisare alla dottoressa Sara Turetta, presidente di “Save the dogs and other animals” di Milano quanto segue. Chi scrive è un elbano...
lacona
Dispiace per il gattino,
non siamo terzo mondo
Vorrei precisare alla dottoressa Sara Turetta, presidente di “Save the dogs and other animals” di Milano quanto segue. Chi scrive è un elbano orgoglioso e fiero di essere elbano, la storia della nostra isola è grande e importante e parte da molto lontano. Lei, dottoressa, ha perfettamente ragione, dal suo sbagliato punto di vista, a usare nei nostri confronti la parola "terzo mondo" degli animali. Ha elencato molti nostri difetti, ma chi non ne ha? Come quello di non essere stati capaci di curare un gatto, ormai morente, mi dispiace moltissimo. Inutile parlare dei sindaci elbani, basta pensare che in oltre dieci anni non sono nemmeno riusciti a costruire un canile. Lei parla di turismo internazionale: abbiamo un ospedale e non sappiamo quanto ancora resterà aperto, abbiamo un aeroporto che fa ridere i polli, siamo scarsissimi di porti turistici. Ma vede, dottoressa Turetta, l'Elba è in Toscana, bellissima regione con un grosso problema. Come abitanti siamo pochissimi e politicamente non contiamo niente: dipendiamo dalla Provincia di Livorno , politicamente da sempre "rossa" , la nostra Regione è da sempre la "rossa"Toscana. L'argomento di cui parliamo è di competenza regionale. Sono convinto che noi elbani non meritiamo di essere definiti “terzo mondo”, al dilà delle gravi responsabilità di alcuni sindaci - rinnovo tutto il mio dispiacere per la morte del gatto e di qualsiasi altro animale - ma mentre il gatto moriva,nel mondo sono stati uccisi centinaia e centinaia di esseri umani, uomini, donne, e bambini senza colpe, senza motivo. Solo per egoismo mancanza di amore per piacere di uccidere. Dottoressa Turetta, i milanesi non ci devono insegnare niente , ci teniamo i nostri pregi e i nostri difetti, come tutti.
Fabrizio Gentili
(Portoferraio)
PROCCHIO
Abbattere l’ecomostro
e salvare la natura
Amo chi ama e rispetta l'Elba, diceva Mario Foresi. Ora che finalmente stanno abbattendo l'ecomostro di Procchio si torna a sperare dopo la demolizione totale del mostro nella salvezza della verde identità naturalistica della piana e del borgo. Procchio, il giardino dell'Elba, coi suoi fantastici colori, la piana , la valle e il golfo dei pittori e dei poeti, capolavoro della natura che i nostri intelligenti predecessori ci hanno consegnato così bella rispettando un ambiente così fantastico ma ideologicamente difficile deve conservare la sua identità data da millenni di storia naturale, agraria, contadina, vinicolo culturale. Non è luogo da sfruttamento edilizio, è un piccolo borgo trai più belli, non ha bisogno di un mega centro servizi, di un palazzotto o palazzine o palazzetti appiccicati, molti luoghi sono stati rovinati così.
Procchio è un bene di tutti, con una sua identità da rispettare e
proteggere. Ricordo l'ultima volta che ho parlato con Barbiellini Amidei a Procchio; lui, da sempre innamorato dell'Elba che era stato scolaretto della mia mamma a San Martino, disse: se un sindaco d'ora in poi proteggerà anche un solo albero dell'Elba, avrà fatto tanto.
Maria Teresa Ripoli
(Procchio)
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