Italia
Addio spiagge libere, sull’isola 362 concessioni
Bagni, punti azzurri e campi boe: due autorizzazioni per ogni km di costa Legambiente: «Siamo arrivati al limite, ma si tenta ancora di privatizzare»
PORTOFERRAIO. La spiaggia libera? È merce sempre più rara anche all’Elba, sebbene l’isola sia ancora lontana dagli standard delle realtà continentali, su tutte la Versilia, invase dagli stabilimenti balneari. I dati forniti dalla Regione dimostrano come, anche all’isola, la costa abbia cambiato volto negli anni: sempre più attrezzata e, rovescio della medaglia, meno selvaggia.
Sono infatti 362 le concessioni demaniali rilasciate ai Comuni dell’isola d’Elba su un totale di oltre 180 chilometri di costa di proprietà del Demanio. In pratica per ogni chilometro di costa, infinitamente meno sfruttabile dal punto di vista imprenditoriale rispetto a coste come quella delle Versilia, vi sono all’Elba due concessioni del Demanio. Il numero comprende le concessioni affidate sull’arenile, a partire dagli stabilimenti balneari, fino ai punti azzurri e le spiagge asservite che da sole rappresentano circa l’80% di quelle rilasciate dal Demanio. Il restante 20% è rappresentato invece dalle concessioni demaniali rilasciate sugli specchi acquei: campi boe, pontili, fino a spazi per la cantieristica.
Il contributo della Regione. Come ogni anno la Regione Toscana ha emesso il decreto con il quale distribuisce, tra i Comuni costieri toscani, un contributo per le concessioni demaniali, da cui l’ente regionale ottiene un gettito importante. I parametri alla base della ripartizione consistono nel numero delle concessioni presenti in ciascun comune (pari al 60% del contributo) e la lunghezza della costa (40%).
I dati, riportati in una tabella stilata dalla Regione, risalgono al 30 giugno scorso e non comprendono i tratti di costa gestiti dalla nuova Autorità portuale regionale, che comprende anche l’area portuale di Marina di Campo.
Ai Comuni elbani, secondo il conteggio effettuato dalla Regione, andranno circa 226mila euro ottenuti in virtù di 362 concessioni demaniali presenti. Tra i Comuni non figura, per cause ancora da chiarire, Rio nell’Elba che secondo la Regione ha un numero di concessioni pari a zero da più di cinque anni. Un dato non in linea rispetto a quanto risulta all’ufficio Demanio del Comune, che conta cinque concessioni rilasciate. Tra i comuni dell’isola Campo è quello con più disponibilità di costa (47.868), mentre Portoferraio è quello con il numero più alto di concessioni (82). Porto Azzurro e Marciana Marina sono i comuni con il rapporto più alto tra concessioni demaniali e disponibilità di costa: in entrambi i casi sono però le concessioni relative agli specchi acquei, più che sull’arenile, a giustificare il dato.
Corsa alla concessione. Circa l’80% delle concessioni demaniali rilasciate sul territorio elbano sono legate alle attività svolte sull’arenile. Stiamo parlando di stabilimenti balneari, spiagge asservite e punti azzurri, questi ultimi una peculiarità dell’Isola d’Elba. «Le cifre parlano chiaro e rendono bene l’idea di come siamo arrivati al limite - spiega Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Arcipelago toscano - e invece ci risulta che le nostre coste siano ancora soggette a tentativi di privatizzazione, che si parli di spiagge piuttosto che di sentieri sbarrati. Mentre a Portoferraio si va finalmente verso una soluzione per Cala dei Frati, a Marciana Marina qualcuno torna a parlare di chiudere un pezzo di spiaggia del Bagno».
Solo pochi giorni fa l’associazione ambientalista aveva attaccato i Comuni dell’isola, “colpevoli” di aver concesso troppo facilmente autorizzazioni per i punti azzurri, più volte sanzionati dalla Capitaneria di porto per occupazione abusiva della spiaggia pubblica. «In toscana i punti azzurri sono un'anomalia quasi del tutto elbana - spiegano da Legambiente - e come un'eccezione dovrebbero essere trattati dai Comuni che invece si ostinano a proporli anche nelle spiagge più appartate e selvagge dell'isola».
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