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Morto a 94 anni Luigi Lucchini, uno dei re della siderurgia
La privatizzazione dell’Ilva a cavallo tra il 1992 e il 1993 porta il suo nome: contro l’acquisizione i lavoratori scioperarono per 38 giorni
È scomparso a 94 anni a Brescia Luigi Lucchini, uno dei re della siderurgia italiana, a Piombino per più di 20 anni, prima come patron della Magona e poi con l’acquisizione dell’ex Ilva, una privatizzazione fortemente contrastata dai sindacati a cavallo tra il 1992-1993 che portò a 38 giorni di sciopero prima di un accordo votato a maggioranza dai lavoratori.
Lucchini, che aveva ceduto il comando al figlio Giuseppe, uscì di scena nel 2005 cedendo lo stabilimento al russo Alexei Mordashov. Ma la maggiore fabbrica piombinese, oggi sull’orlo della chiusura, continuò a portare il suo nome. Lombardo ’doc’, classe 1919, Lucchini era il figlio del fabbro di Casto, un borgo nel bresciano; subentrato al padre, trasformò la bottega del paese in una sempre più grande ferreria, che fece fortuna con la produzione dei tondini negli anni Sessanta del ’boom’ del cemento armato.
Luigi Lucchini fu prima presidente degli industriali bresciani (dal 1978 1l 1983) e poi alla guida di Confindustria, dal 1984 al 1988. Oltre al gruppo di famiglia, è stato presidente della Comit, della Compart e di Montedison oltre che consigliere di Generali e Mediobanca Confindustria.
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