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Rta di Salivoli, l’agibilità diventa un giallo
Il costruttore Berrighi: «Il Comune ha svincolato la sospensione il 13 agosto. Abbiamo fatto le cose secondo le regole»
PIOMBINO. Quasi impossibile, in tempi di ferie, chiarire tutti gli aspetti della vicenda della Rta di Salivoli, per la quale il 5 luglio scorso il Comune aveva sospeso l’agibilità. La struttura turistica alberghiera è stata inaugurata un po’ in sordina il 15 luglio, aprendo 15 appartamenti, dei 49 realizzati, ai primi turisti olandesi e tedeschi.
L’assessore all’urbanistica Luciano Francardi, interpellato venerdì, ha confermato che la struttura non aveva l’agibilità. La ragione è che il Comune ha sospeso l’autorizzazione quando ha saputo che gli appartamenti erano stati accatastati nella categoria A2 (civile abitazione), anziché nella categoria D2, come previsto nella convenzione sottoscritta con la Marina di Salivoli srl il 30 ottobre 2007.
Nel frattempo, esattamente il 23 luglio, il dirigente dell’ufficio urbanistica Camilla Cerrina Feroni, ha inviato una richiesta all’Agenzia del territorio per chiedere che tutti i fabbricati fossero riclassificati nella categoria D2.
La risposta dell’Agenzia non è ancora ufficialmente arrivata, poiché ci vogliono almeno 4 mesi di tempo per ottenere la variazione. Da una visura catastale effettuata venerdì, gli appartamenti risultano dunque ancora classificati come civili abitazioni.
Evidentemente qualche rapporto tra il Comune e l’Agenzia del territorio è intercorso, visto che il costruttore venturinese Maurizio Berrighi, che ha realizzato la Rta insieme alla Immobiliare Pecci di Prato, sostiene che «il 13 agosto con nota a firma del dirigente Camilla Cerrina, il Comune di Piombino svincolava la sospensione dell’agibilità, rendendo il fabbricato agibile, quindi la struttura è regolarmente aperta al pubblico».
La comunicazione, come conferma lo stesso Berrighi, è stata fatta con una e-mail. Impossibile conoscerne l’esatto contenuto, a quanto pare noto a Berrighi – che rimanda al Comune il compito di far conoscere l’atto – e allo stesso dirigente dell’ufficio urbanistica, irraggiungibile perché in vacanza all’estero.
Allo stato attuale delle informazioni raccolte dall’assessore Francardi, non risulta che alla e-mail sia tuttavia seguito alcun atto ufficiale, né del dirigente né tantomeno della giunta. Il rilascio dell’agibilità, anzi, sarebbe subordinato alla firma di una nuova convenzione che potrà essere stipulata quando l’Agenzia del territorio scioglierà il nodo della classificazione degli immobili e la Marina di Salivoli quello della cessione al Comune di una strada, come previsto dalla convenzione del 2007.
Diversa l’interpretazione di Maurizio Berrighi, che ritiene svincolata l’agibilità della struttura con l’e-mail del 13 agosto. Il costruttore venturinese dà la sua versione anche di come siano andate le cose per quanto riguarda la classificazione.
«Abbiamo preventivamente richiesto all’Agenzia in quale categoria dovevano essere accatastati gli immobili, fornendo la convenzione, le caratteristiche degli appartamenti e delle altre strutture e la concessione rilasciata dal Comune. Il Catasto _ continua Berrighi _ ci ha risposto che, secondo le nuove normative, gli immobili sarebbero stati accatastati nella categoria A2. Non abbiamo dunque chiesto noi la classificazione».
«La società che rappresento ha fatto le cose come si deve, nel pieno rispetto della legge. Dopodiché il Comune, che ci ha messo un po’ a capire la cosa, ha interpellato il Catasto _ prosegue Berrighi _ In questa vicenda non ci incastriamo niente e se la devono vedere Comune e Agenzia».
La Marina di Salivoli sostiene dunque di «essere in regola, di gestire la struttura in modo unitario quel che è possibile e di mantenere aperta la reception».
Rimanda di nuovo al Comune, Berrighi, la risposta alla domanda se la struttura è rimasta aperta e funzionante dal 15 luglio al 13 agosto.
«Se, come ha scritto il giornale, ma non come dico io, mancasse l’agibilità rischieremo una bella multa di 250 euro». Con questo si conclude la conversazione col costruttore. La vicenda resta aperta almeno fino a che non sarà noto il contenuto della e-mail dell’architetto Cerrina e sarà possibile verificare l’esistenza di un atto comunque pubblico.
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