Il Tirreno

Via i semafori, servono le rotonde contro il traffico

Via i semafori, servono le rotonde contro il traffico

Porto Azzurro: il Comune chiede una svolta alla Provincia «Progetto e soldi ci sono, così possiamo evitare le code»

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PORTO AZZURRO. La rotatoria di San Giovanni al posto del semaforo di colle Reciso: perché è finito in una bolla di sapone e non se ne sente più parlare sebbene l’argomento fosse stato trattato in sede di Conferenza dei sindaci Elbani?. «Capisco – dice il vicesindaco di Porto Azzurro Angelo Banfi – l’attuale particolare situazione dell’Ente gestore della viabilità Provinciale. Tuttavia ritengo, dati i prolungati tempi burocratici di approvazione del progetto, che per la rotatoria di San Giovanni ci possa essere la disponibilità economica e operativa, in quanto prevista in bilanci antecedenti il suo iter burocratico e anche perché gli enti pubblici si attivano normalmente, quando hanno la disponibilità finanziaria per la realizzazione dell'opera».

Torna dunque d’attualità la soluzione di una rotatoria che escluda il semaforo sulla piana di San Giovanni, ritenuto dai più l’elemento scatenante delle file automobilistiche nel periodo di alta stagione. Non solo. Ma se qualche automobilista si mette in viaggio da Porto Azzurro per raggiungere Portoferraio, in concomitanza delle partenze delle navi dal capoluogo elbano, corre il rischio di trovare chilometri di fila che inizia fin dal bivio per Bagnaia.

Ecco, allora, la pista che appare la più percorribile di una rotatoria, e anche la più semplice da attuarsi, in modo tale che il traffico, anche nelle ore di punta dell’alta stagione, torni a essere più scorrevole. «Già a partire dall’anno 2012 – continua il vicesindaco di Porto Azzurro - sono state convocate presso la Provincia di Livorno due Conferenze di servizi per la discussione e l’approvazione di una rotatoria, progetto che ha ottenuto l’approvazione di tutti gli Enti preposti ai vincoli e competenti per territorio. Senza considerare che il nostro sistema viario risale agli anni Trenta, quando i veicoli in circolazione erano di numero inferiore a quello attuale». Perché non c’è stato un prosieguo di dibattito? (l.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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