Italia
«Non siamo disposti a pagare per le responsabilità di altri»
Il sindaco di Marciana Marina, Ciumei, sceglie la linea dura sulla vicenda dell’ex Unione dei Comuni Nel 2008 il Comune decise di non far parte dell’ente dopo il ko della Comunità montana
MARCIANA MARINA. «Io devo tutelare il mio Comune, non posso utilizzare i soldi dei miei cittadini per coprire responsabilità che non mi appartengono».
Andrea Ciumei, sindaco di Marciana Marina, sceglie la linea dura sulla vicenda dell’ex Unione dei Comuni. Il primo cittadino, in seguito al voto del consiglio comunale, ha deciso di incaricare un avvocato che, spiega il sindaco, «affronti la vicenda complicata dell’Unione dei Comuni in maniera oggettiva. È mio compito tutelare il mio Comune affinchè gli impegni, anche economici, siano addebitati alle persone eventualmente responsabili di ciò che è stato commesso».
Il riferimento di Ciumei è alla gestione dell’ex Unione dei Comuni. Una gestione finita nell’occhio del ciclone in seguito al decreto, firmato dal commissario liquidatore Graziella De Castelli in cui viene messo nero su bianco come i fondi, erogati a suo tempo dalla Regione e dal Ministero, furono in realtà utilizzati per coprire le spese correnti dell’ente. Ma quello del canile è solo un aspetto di una gestione ben più complessa dell’ente disciolto nel 2012 il cui bilancio, secondo i dati emersi, sarebbe stato viziato dal fatto che più della metà degli attivi in realtà non erano esigibili o erano difficilmente esigibili.
Niente mutui. Nel mese di giugno, con un decreto ad hoc, il commissario Graziella De Castelli ha richiesto ai Comuni elbani di accollarsi il peso dei mutui, circa una decina, dell’ex Unione. Tutti i Comuni, seppur con alcuni distinguo, hanno accettato l’onere. Tutti tranne Marciana Marina. Con il voto unanime del consiglio comunale l’ordine del giorno per l’approvazione del decreto del commissario De Castelli è stato respinto. «Ci siamo rifiutati di utilizzare i soldi dei cittadini senza che sia chiarito fino in fondo per cosa sono stati accesi quei mutui – spiega il sindaco Ciumei – abbiamo chiesto al commissario di far emergere innanzitutto il carattere comprensoriale delle opere finanziate e il loro stato di attuazione».
L’atteggiamento del Comune di Marciana Marina sui mutui sarà replicato anche nei confronti del decreto con la ripartizione dei fondi per il canile da restituire alla Regione e al Ministero (circa 167mila euro in tutto): la linea che il sindaco Ciumei intende seguire consiste nell’impugnare i decreti del commissario De Castelli.
La rottura del 2008. «Non capiamo perché siamo considerati “ereditieri” di un soggetto a cui non abbiamo partecipato». È questo il nodo della questione, il motivo alla base della linea dura scelta da Ciumei. Nel 2008 il Comune di Marciana Marina decise di non entrare a far parte dell’Unione dei Comuni, a cui aderirono solo cinque Comuni elbani sugli otto che facevano parte della Comunità Montana disciolta. Assieme a Marciana Marina anche Porto Azzurro e Rio Marina non accettarono.
«Decidemmo di non far parte dell’Unione – spiega Ciumei – quando dai documenti dell’ente risultava che i bilanci fossero in pareggio. Eppure il decreto d’estinzione del presidente della Regione Rossi rimette anche a noi il conto dell’Unione. È come se gli anni di esperienza dell’Unione non contassero niente. Vogliamo capire sino in fondo se Marciana Marina rientra tra i successori necessari dell’Unione o tra i successori volontari. E solo un giudice può stabilirlo». A tale proposito il sindaco si sente in dovere di impugnare i decreti del commissario De Castelli. «Non possiamo assumerci la responsabilità per dinamiche che, dal 2008 in avanti, non abbiamo potuto controllare – commenta Ciumei – tanto meno mi sento di andare contro alle disposizioni della Corte dei Conti indebitando il mio Comune oltre i parametri consentiti e bloccando il suo bilancio per anni a causa di questa vicenda».
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