Il Tirreno

Arriva lo sconto sulle contravvenzioni

di Francesca Lenzi

Multe ridotte del 30% se pagate entro cinque giorni, Piombino estende la possibilità (zero spese) anche agli avvisi

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PIOMBINO. Se non puoi combatterli, fatteli amici. È un po’ questa la filosofia che ha portato al provvedimento contenuto nel decreto legge Fare, in ambito di multe, in vigore da ieri. Secondo la misura compresa dalla disposizione se una contravvenzione viene pagata entro cinque giorni si applica alla stessa uno sconto del 30%.

Tempi e modi. Facciamo chiarezza. I 5 giorni considerati come limite massimo per usufruire della riduzione della multa vanno dalla contestazione o dalla notifica dell’ammenda. Il primo caso è semplice: il conducente trasgressore viene fermato in flagranza di reato e messo immediatamente a conoscenza dell’infrazione con tanto di consegna del verbale. Quando questo non avviene, ed è nella maggior parte delle situazioni, sull’automobile resta a memoria del passaggio dei vigili, un foglietto rosa, l’avviso della contravvenzione, anticipo della notifica che verrà recapitata a casa al proprietario del mezzo.

Nel primo caso quindi i cinque giorni decorrono dalla diretta contestazione, nel secondo dalla notificazione recapitata. In entrambe le eventualità è valida la possibilità di approfittare del 30% di sconto nella tempistica dei cinque giorni, fermo restando nel secondo caso l’aggiunta delle spese di notifica, escluse dalla riduzione concessa.

Validi anche gli avvisi. Proprio per andare incontro anche ai trasgressori non colti sul fatto molti Comuni hanno adottato un’interpretazione più morbida della legge, conveniente al cittadino, ritenendo valido lo sconto anche sull’avviso. Chi trova perciò il foglietto rosa sul parabrezza dell’auto basta che si rivolga entro i cinque giorni ai soliti canali per il pagamento delle multe e beneficerà della riduzione.

Questo è anche il caso di Piombino, come spiega Angela Galeazzi (nella foto nel box accanto), comandante della polizia municipale locale: «Abbiamo consentito la procedura anche sull’avviso per andare incontro ai cittadini altrimenti penalizzati nel risparmio dai costi della notificazione a casa».

Diverse le situazioni in cui non viene lasciato neppure l’avviso, come ad esempio l’ingresso nelle Ztl. In quel caso l’attesa della notifica è d’obbligo.

Quando non c’è lo sconto. Non è prevista la riduzione per le multe che contemplano la sanzione accessoria della sospensione della patente o la confisca del mezzo, oltre alle violazioni di carattere penale, come ad esempio la guida in stato di ebbrezza.

Occhio agli errori. Attenzione massima alla percentuale dello sconto, fissata al 30%. L’importo ridotto deve infatti risultato esatto. Arrotondamenti ed errori non sono consentiti, pena la perdita dello sconto, oltre al diritto al pagamento in misura ridotta già previsto dalla legge entro i 60 giorni dalla notifica. Il tutto calcolato ovviamente con spese e interessi nella tradizionale cartella esattoriale.

Dove si paga. I canali per pagare le multe restano i soliti: tramite conto corrente alla posta, presso ricevitorie Lottomatica, filiali Banca di credito cooperativo Castagneto Carducci, con pagamento on line.

Rischi o solo vantaggi? I detrattori della misura introdotta dal governo individuano nello sconto il pericolo concreto di un aumento dei comportamenti scorretti alla guida. Per capirsi, il classico divieto di sosta da 41 euro passa con la riduzione a 28,70, una cifra per alcuni troppo bassa, tanto da innescare una sorta di competizione con la fortuna tentando comunque il parcheggio improprio. Altri hanno accusato il provvedimento di rispecchiare una volontà puramente economica da parte delle amministrazione a discapito della sicurezza stradale. In realtà il governo non si nasconde e il decreto risponde proprio all’obiettivo di garantire entrate certe, favorendo gli automobilisti virtuosi, cercando di arginare sostanzialmente il fenomeno dell’evasione. Per capire la dimensione del problema basta il dato registrato nel 2011 nell’ambito delle contravvenzioni nel territorio comunale piombinese: davanti a 2.921 inviti bonari di pagamento per un importo di 536.650 euro il pagato risultava a fine settembre di quell’anno di soli 90mila euro.

«Lo scopo del decreto è proprio quello di frenare un fenomeno che vede il 40% dei cittadini non pagare le multe – spiega Angela Galeazzi – Non so cosa potrà implicare questo cambiamento; dovremo aspettare almeno un paio di mesi. Credo tuttavia che coloro che hanno sempre pagato le multe continueranno a farlo, trovando un nuovo beneficio, mentre lo zoccolo duro dei non pagatori difficilmente scomparirà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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