Il presidio
«Basta sparare sui veterinari elbani»
Carlo Murzi replica agli attacchi degli animalisti: lavoro anche il fine settimana, piuttosto i Comuni paghino la reperibilità
CAPOLIVERI. «Basta sparare su di noi». È lo sfogo di Carlo Murzi, uno dei veterinari privati in servizio all’isola d’Elba, in seguito alle polemiche che si sono scatenate per la morte di un gatto nero, investito sulla strada per Lacona.
Una bufera che ha investito personalmente la dottoressa Roberta Consigli, veterinaria dell’Asl, intervenuta nel luogo dell’incidente, dove si è resa protagonista di un acceso diverbio con il presidente della sezione milanese dell’Enpa, Ermanno Giudici. Il dirigente dell’associazione animalista ha ritenuto inadeguato l’operato della dottoressa, tanto da spingerlo a fare un esposto alla Procura e all’Ordine dei veterinari di Livorno. Ma la protesta degli animalisti ha investito anche i veterinari privati. Secondo la ricostruzione di Sara Turetta, presidente dell’associazione “Save the dogs and other animals”, nessuno tra i veterinari, contattati nel tardo pomeriggio di sabato sia in un ufficio che al cellulare, ha risposto. Tant’è che la stessa animalista ha richiamato i veterinari privati al rispetto della deontologia professionale.
«Non è vero che i veterinari nel week-end sono chiusi – replica Carlo Murzi, veterinario in servizio a Portoferraio – sabato sono andato a visitare due animali a Marciana e Pomonte, poi sono tornato e ho fatto ambulatorio fino alle 16. Dopo due ore di svago, a cena sono dovuto scappare per soccorrere un cane di un turista punto da un insetto. Domenica mattina ho lavorato, così come a Ferragosto». Il veterinario descrive la sua attività, senza voler parlare del caso specifico del gatto morto sabato a Lacona. «Non entro nel merito, tanto meno mi sento di parlare a nome della categoria – commenta Murzi – ma credo che si stia esagerando e coprendo di fango i veterinari elbani in modo eccessivo». Murzi ricorda come, anni fa, fu convocata una riunione a cui parteciparono i veterinari dell’isola: l’idea era quella di mettere in piedi un servizio di reperibilità con il contributo di tutti i veterinari privati. Ma non tutti aderirono. «Gli animalisti che puntano il dito contro di noi dovrebbero parlare con i Comuni che non intendono pagare neanche un euro per il servizio di reperibilità che i veterinari devono prestare in modo gratuito. In passato solo quattro di noi dettero la disponibilità a prestare questo tipo di servizio, ma poi non se ne fece di niente. Adesso sta solo alla buona volontà dei medici coprire il servizio. Faccio quello che posso e se la notte non dormo (Turetta ha chiesto come i medici riescano ad avere la coscienza a posto ndr) è perché soffro di insonnia fin da bambino».
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