Il Tirreno

Beach party, scontro tra operatori turistici e il patron della festa

Beach party, scontro tra operatori turistici e il patron della festa

L’associazione minaccia: «Se l’evento non sarà spostato ci incateneremo e restituiremo le nostre licenze»

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SAN VINCENZO. Sono passati 10 giorni, ma la polemica si acuisce. Dopo le dichiarazioni rilasciate a “Il Tirreno” da Luca Schiarito - 32enne presidente dell’associazione Piranas e organizzatore del beach party dell’11 agosto – gli operatori turistici replicano alle accuse. L’organizzatore, infatti, ha detto che gli albergatori «sanno far tutto fuorché turismo», ed ha fatto dietrofront sullo spostamento dell’evento alla Torraccia per il 2014. In più, nel lungo comunicato pubblicato sul gruppo facebook “San Vincenzo, democrazia e libera opinione”, Schiarito dice che non renderà pubblici i bilanci dell’associazione, dopo i dubbi emersi su gli incassi fatti con le bevute (a 5 euro l’una) del beach party.

L’associazione Operatori turistici (che conta fra i propri soci oltre 50 strutture), con l’aggiunta dello stabilimento balneare “La Conchiglia”, è infuriata. Chiede l’intervento del Comune nella vicenda e afferma che i propri soci si incateneranno sul luogo del beach party, nel 2014, per impedirne lo svolgimento.

Gli operatori considerano le parole di Schiarito un’arroganza inaccettabile da parte di chi, dicono, sfrutta contributi pubblici e sponsor e non rischia di tasca propria. «Non vogliamo le scuse da una persona così arrogante – replicano gli operatori – Quello che Schiarito ha detto su gente che investe da anni i propri soldi e rischia sulla propria pelle, mentre lui conta su soldi pubblici, ossia nostri, è inqualificabile ed offensivo. Inoltre, ha smentito di voler spostare l’evento alla Torraccia, come invece aveva dichiarato. E ci farebbe piacere sapere il motivo di questo dietrofront. Non siamo contrari all’evento, che abbiamo sopportato e supportato per 14 anni. Ma ora diciamo basta, davanti ai disagi per le strutture e le famiglie della zona, e davanti all’arroganza di chi non conosce il mondo del turismo e ha contato su contributi pubblici di 33mila euro e 22mila euro negli anni scorsi, e di 3mila euro quest’anno, mentre qui facciamo mutui su mutui con le banche per migliorarci giorno per giorno».

Gli operatori si appellano al «buon senso» dell’amministrazione comunale, affinché intervenga nella vicenda. «Preghiamo l’amministrazione – dicono – di intervenire davanti a certi comportamenti. Altrimenti, l’ente considererà più importanti i 10mila (dubitiamo siano stati tanti…) di una sera a fronte delle decine di migliaia che albergano da noi durante tutto l’anno. Se il beach party verrà fatto qui anche nel 2014, noi ci incateneremo per impedirne lo svolgimento. Si faccia in altre zone, non qui. E se l’ente difenderà persone che offendono a destra e a manca, renderemo le nostre licenze. Schiarito fa i suoi eventi coi soldi nostri e anche con quelli della tassa di soggiorno che noi operatori riscuotiamo per il Comune. Schiarito, piuttosto – proseguono - ci faccia vedere gli incassi delle bevute di questi anni e dove sono andati. E’ possibile che non siano mai stati resi pubblici i bilanci di quest’associazione, e che Schiarito dica di non volerli far conoscere? Ma dove siamo?».

L’assessore alle politiche giovanili e all’associazionismo, Sara Tognoni, su ciò che ha detto Schiarito dichiara: «Non vedo niente di grave nelle sue dichiarazioni. Il giudizio che esprime è suo e non riguarda le mie competenze. Mi dispiace per i disagi subiti dalle strutture, ma sono felice che tutto sia andato bene». Tognoni specifica poi che «i bilanci delle associazioni iscritte all’albo comunale devono essere presentati all’ente» e che «il Comune ha tutti i bilanci passati dei Piranas».

La dirigente dell’area servizi al sociale, Viviana Tei, dice che farà controlli e accertamenti circa la questione degli incassi, e che «i bilanci sono pubblici e consultabili da qualsiasi cittadino previa richiesta». Ma il sindaco Michele Biagi dice che «i controlli vengono fatti su ciò che abbiamo dato di contributo, con dettaglio delle spese sostenute. Il resto – dice circa gli incassi delle bevute – non è di nostra competenza. Se qualcuno ha dubbi, si rivolga a chi di dovere».

Biagi ritiene infine che la zona migliore per il beach party sia la Conchiglia, «ma prendo posizione – conclude – solo contro chi vuole dividere il paese».

Paolo Federighi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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